Da Accam a Malpensa, l’aria è viziata

I candidati di Rifondazione a Camera e Senato, Colombo e Corrado, ricordano i temi ambientali sul tappeto nella nostra zona

Dall’effetto serra alla riduzione della biodiversità, dal protocollo di Kyoto alla desertificazione: come ha ricordato ieri sera a Villa Tovaglieri il segretario cittadino di Rifondazione Jarno Marchiori, i problemi aperti a livelli globale sono molti. A livello locale, invece, non c’è solo l’inceneritore Accam, ma anche la questione del traffico, la lotta contro "antenna selvaggia", la difesa dei diritti degli animali, tutti fronti su cui Rifondazione si è mosa in Consiglio comunale. "Dicono che la sinistra è contro il progresso, ma non è vero. Per noi il progresso è passare ad energie alternative, combustibili meno inquinanti, difesa dell’ambiente dalla speculazione edilizia, non certo opere sovradimensionate come la TAV o il Mose" chiosa Marchiori.

Cinzia Colombo ha raccomandato l’impiego sistematico del principio di precauzione, come già avvenuto per gli organismi geneticamente modificati (Ogm), e ha citato il caso di Malpensa quale danno ambientale per eccellenza, situata com’è in pieno Parco del Ticino. "Il ricatto occupazionale non ha funzionato. Si parlava di lavoro per tutti, ma alla fine abbiamo solo il danno, e un gran numero di precari dequalificati e sottopagati" denuncia Colombo. Il riferimento a chi si è battuto contro la grande Malpensa ha introdotto poi il tema della partecipazione, dei comitati, delle associazioni, il cui ruolo diviene cruciale nei programmi dell’Unione.

Anche Antonello Corrado non è stato tenero con le manchevolezze del territorio e delle sue amministrazioni. Per l’esponente comunista "A Busto siamo in una sorta di Triangolo delle Bermude, quello del Sempione", dove a sparire non sono navi o aerei ma l’aria pulita. "Ci conoscono in tutta Italia per i dati sull’inquinamento e per i bollettini di Onda Verde che tutti i giorni ci vedono nella hit parade dell’ingorgo autostradale". Su Accam la linea di Rifondazione resta quella di far progressivamente chiudere l’inceneritore, sottraendogli "combustibile" (rifiuti da bruciare) tramite l’aumento della raccolta differenziata, che a Busto sfiora oggi il 58%. "I posti di lavoro non andrannno perduti, faremo di Accam un’agenzia ambientale di livello provinciale e regionale, volta studiare e coordinare la gestione più efficiente ed ecologica dei rifiuti, a partire dalla loro produzione e fino al loro smaltimento". Per Corrado va cambiata completamente l’ottica: "come si fa a coninuare con un sistema per cui gli utili di Accam vengono suddivisi a seconda del maggiore o minore cofnerimento di rifiuti, penalizzando chi fa raccolta differenziata?" Altro tema caldo: il traffico, di cui si teme un ulteriore aumento a causa del centro intermodale Hupac e della prevista terza pista di Malpensa dedicata alle merci. "Da Busto parte l’inquinamento per tutta Italia: le merci attraversano l’Europa in treno e l’Italia in camion, ‘cambiando’ all’Hupac" lamenta Corrado.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 marzo 2006
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