Dal tribunale il primo no ai Papà separati

La richiesta di essere ammessi come parte civile è stata bocciata ma l'associazione non si arrende

La richiesta è stata bocciata ma i “Papà separati” non si arrendono. La sezione varesina dell’associazione, fondata a Varese nel 2005, non ha ottenuto il risultato sperato e la sua istanza non è stata accolta.
Proprio ieri infatti il giudice del tribunale di Varese, Chiara Valori ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile in una causa contro un genitore accusato di aver negato all’ex coniuge la possibilità di vedere il figlio. A giocare a sfavore dei papà varesini la mancanza del presupposto del radicamento sul territorio e il fatto che l’associazione non era ancora costituita all’epoca dei fatti giudicati nel processo.

«Non siamo abbattuti, la battaglia è molto dura e ne siamo consapevoli – ha spiegato Vittorio Vezzetti, uno dei fondatori della sezione varesina – considereremo questo insuccesso come il punto di partenza della nostra lotta, purtroppo ci vorrà del tempo prima di ottenere quello che vogliamo. È la prima volta che in Italia un’associazione di genitori chiede di essere ammessa come parte civile in un processo e questo è già un primo passo importante».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2006
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