“Dobbiamo recuperare un protagonismo sociale”

La relazione di Marco Molteni al 14esimo congresso della Uil ha affrontato diversi temi sociali e sindacali

È con una contestazione rivolta al Governo di centro destra, ma anche con un’autocritica, che si è aperto il quattordicesimo congresso della Uil varesina. «Negli ultimi cinque anni questa maggioranza ha messo in discussione la credibilità del sistema democratico italiano, screditando la politica, il potere giudiziario e demolendo le istituzioni – esordisce il segretario generale uscente Marco Molteni -. All’inizio della legislatura la Uil ha deciso di seguire una strada basata sul confronto a prescindere dall’interlocutore, ma è stata ingannata nel metodo e nei contenuti dall’attuale Governo».
Nella Centro convegni De Filippi, già dalle prime battute,  è chiaro che lo spirito che caratterizzerà questo congresso sarà ben diverso da quello di quattro anni fa. «Siamo passati dalla fiducia all’amara constatazione che oggi nessuna istituzione internazionale è in grado di operare mediazioni politiche, governare gli scambi commerciali e i mercati globali». Una crisi che ha investito l’Europa – con il non raggiungimento degli obiettivi di Lisbona per l’aumento dei livelli di occupazione – e l’Italia, ma anche la nostra provincia soprattutto nel settore manifatturiero, sintomo di una difficoltà di tutto il sistema nell’individuare le politiche adeguate allo sviluppo. 
Il futuro quindi per la Uil è riassunto nello slogan per il tesseramento 2006: “il lavoro, la nostra risorsa” che campeggia sui cartelloni di fronte alla platea, dove nelle prime file siedono i segretari di Cgil e Cisl , oltre a esponenti regionali e provinciali, del mondo imprenditoriale e politico. 

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L’invecchiamento della popolazione, la trasformazione della famiglia, il cambiamento del mercato del lavoro con la moltiplicazione di forme di lavoro non tradizionale, l’immigrazione con l’assenza di politiche di integrazione e le nuove povertà sono solo alcuni degli argomenti affrontati da Molteni nella sua relazione di venti pagine.
«In questo senso – prosegue il segretario generale – sono necessarie non solo politiche di welfare più efficienti in termini di sanità e istruzione, ma politiche che favoriscano il lavoro e la famiglia rivolte a tutti ma in particolare alle donne». È proprio grazie alla componente femminile infatti che dal 2001 al 2002 sono cresciuti sia i tassi di attività che di occupazione – per tasso di occupazione ( 67,6 per cento), Varese è la seconda provincia lombarda dopo Mantova – con un andamento che conferma la natura manifatturiera della nostra provincia, che però si sta lentamente spostando verso il terziario.
In una provincia quindi in cui il reddito pro-capite è pari a 17.138 euro annui e anche il tasso di disoccupazione del 3,5 per cento è fra i migliori della Lombardia – dato che però può rivelare un effetto scoraggiamento nella ricerca del lavoro – , la Uil evidenzia comunque varie criticità. «Dobbiamo affrontare la situazione economica ed occupazionale del nord della Provincia, lo sviluppo finora deludente dell’ hub di Malpensa con il potenziamento delle infrastrutture in vista anche del rilancio dell’attività turistica legata ad eventi, fiere e congressi. Negli ultimi anni abbiamo perso molto tempo, soprattutto se pensiamo ai due principali Comuni della provincia commissariati dopo mesi di immobilismo».

Se in questo senso Molteni auspica quindi  il coordinamento delle istituzioni, delle imprese e organizzazioni sindacali, non nasconde il fatto che con gli altri sindacati, a differenza della comune volontà di sfruttare meglio lo strumento degli enti bilaterali e del tavolo di concertazione, esiste ancora un punto di non accordo sulla contrattazione di secondo livello – cioè non uniforme  a livello nazionale, ma differenziata per territorio o azienda.  «Le esigenze, dei lavoratori da una parte e delle imprese dall’altro, non sono uniformi su tutto il territorio nazionale – spiega anche il segretario confederale Uil Paolo Pirani -. Il problema oggi è quello di migliorare il reddito dei lavoratori e per noi in termini salariali è necessario agire  per obiettivi concordati per territorio o per azienda. Questo non significa svuotare il Contratto collettivo nazionale dei suoi contenuti, ma ridistribuire reddito laddove viene creato».

Pieno accordo invece con l’idea lanciata nell’ultimo congresso della Cgil, di mettere in rete in un’ "Agenzia di sviluppo e innovazione"  alcuni centri di eccellenza della nostra provincia, dalle due università al Centro Ricerche di Ispra, dal Centro Tessile Cotoniero al Polo Scientifico Tecnologico 

Domani martedì 14 marzo i lavori proseguiranno con l’intervento di Claudio Negro, segretario Uil Lombardia, e soprattutto con l’elezione delle Segreterie. Per quella generale, l’ipotesi più accreditata ancora quella di Molteni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2006
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