«E adesso l’opposizione ci chieda scusa»

Dopo la "promozione" del bilancio della Provincia sentenziata dalla Corte dei Conti

«Devono proprio chiederci scusa». Si lascia andare a poche, secche parole di commento Marco Reguzzoni, presidente della Provincia, dopo la lunga serie di note positive riconosciutegli dagli ispettori della Corte dei Conti sui dati di bilancio del 2004.
Martedì, alla lettura del dispositivo di sentenza, Reguzzoni era in aula ad ascoltare un giudizio che può tagliare le gambe ad un’amministrazione oppure confermarne la capacità operativa. E la Corte ha scritto, nero su bianco, che la Provincia «è una realtà efficiente e bene strutturata».
Chi, allora, dovrebbe presentare le scuse?
«Le nostre opposizioni, quando adombrano nubi sul nostro comportamento amministrativo cosa che fanno nelle conferenze stampa e non hanno il coraggio di venirmelo a dire nei Consigli provinciali»

Scarsa trasparenza, equilibri di bilancio a rischio,  un fatto grave quando in gioco ci sono i soldi della collettività: così avevano argomentato le opposizioni nel corso di una conferenza stampa tenuta a Varese il 16 febbraio scorso. Nelle rimostranze c’era un po’ di tutto: dalla funivia di Laveno, fino alla diga sull’Olona.
«Accuse che non stanno né in cielo né in terra e la sentenza lo dimostra. Inoltre ieri abbiamo presentato le nuove cabine della funivia ed entro l’anno ci sarà l’appalto per i lavori sulla diga. Hanno tirato fuori argomenti facendo un clamoroso autogol ma intanto ci hanno accusato. Di che? Le procedure sono sempre state regolari, alla luce del sole proprio perché in ballo ci sono i soldi dei contribuenti. Troppo comodo sparare nel mucchio tanto per far campagna elettorale. Qui c’è una sentenza che parla chiaro, che promuove la nostra gestione, e dice ad esempio che l’incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti è di gran lunga inferiore al limite imposto dalla Finanziaria. Questa è o no buona amministrazione?».

Altro dato che salta agli occhi, quello degli investimenti, uno dei passaggi di rilievo nell’indagine della Corte.
«L’ispezione non è stato solo un controllo contabile. E’ un vero e proprio giudizio di merito su come è avvenuta la gestione oculata della spesa che ha consentito di liberare nuove risorse da destinare agli investimenti».  Giudizio che la Corte ha tradotto in cifre. Gli ispettori hanno infatti rilevato che Villa Recalcati ha potuto raddoppiare la spesa pro-capite destinando 81,4 euro per persona «quasi il doppio del valore medio nazionale».

Un risultato  che è stato possibile raggiungere grazie alle economie di gestione: blocco delle assunzioni, razionalizzazione delle spese di manutenzione, risparmi sui tassi di interesse ma anche riduzione dell’uso delle auto di servizio, tagli alle indennità di carica agli amministratori prima che lo imponesse la Finanziaria, riduzione dei gettoni di presenza ai componenti i Consigli di amministrazione delle società partecipate dalla Provincia (come Sogeiva) e dei consorzi.

«Questo significa amministrare tutelando il patrimonio pubblico» conclude Reguzzoni. Che stacca un altro giudizio della Corte, quello sulla percentuale di utilizzo delle risorse, «prossima al 100%» e che, tradotto in parole povere significa che i progetti sono passati dalla carta al cantiere tanto da far scrivere ancora alla Corte che «il sistema della programmazione è corretto, esaustivo e conforme alle norme».

«Sono risultati che si ottengono con una sana amministrazione – commenta Reguzzoni – e che si raggiungono grazie all’impegno del nostro personale al quale va il mio ringraziamento per l’opera che svolge diligentemente ogni giorno».

…e le minoranze ora dovrebbero chiedere scusa.
«Certo, non hanno nemmeno il coraggio delle proprie azioni. Le scuse, che a questo punto pretendo,  sono il minimo che possa richiedere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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