«È Giorgetti il vero erede di Bossi»

Un dirigibile segnerà l'inizio della campagna elettorale per la Lega Nord. I candidati presentati ai Giardini Estensi

A Varese piovono candidature politiche e dirigibili. La Lega Nord nel giorno della presentazione dei suoi candidati alla Camera e al Senato, oltre ai nomi, annuncia l’arrivo di un dirigibile padano che martedì decollerà da Malpensa e segnerà l’inizio della campagna elettorale del Carroccio. Nomi ed effetti speciali sono stati presentati sabato mattina nel luogo simbolo della città: i Giardini Estensi.
Leonardo Tarantino, segretario provinciale del Carroccio, mostra con orgoglio la sua pochette verde padano ed esordisce baldanzoso: «Siamo qui per ribadire che su Palazzo Estense non si indietreggia». «La candidatura di Maroni a sindaco – rilancia il segretario cittadino Fabio Binelli – ci consente la corsa solitaria, che a noi piace di più».

Due giovani sposi hanno appena detto il fatidico sì in comune e Tarantino, ridendo, lancia il programma con un etero-avvertimento: «Noi non celebreremo mai matrimoni gay a Palazzo Estense». 

All’adunata varesina non ci sono tutti e sedici i papabili romani della Lega. Il veterano Luigi Peruzzotti, in decima posizione nella lista, nonostante abbia remote possibilità di essere eletto, sembra sereno: «Le scelte non si discutono. Io mi metto a disposizione del movimento, l’importante è continuare su questa via».
Di contro Dario Galli da Tradate, parlamentare uscente che sarà sicuramente rieletto al senato, sorride silenzioso.

Sono i padani più verdi, però, ad essere scatenati. Il giovane Alessandro Vedani (il primo da destra nella foto), diciottesimo della lista, quando parla degli alleati della Cdl, scalpita: «La Lega quando viene messa in un angolo reagisce e scalcia. Il referendum sarà un banco di prova importante per la coalizione. Quindi se non passa bisogna rivedere la linea politica e l’impegno con gli alleati».
Per la verità qualche calcio negli stinchi di Forza Italia è già arrivato. Gli azzurri varesini appaiono in difficoltà sia sul fronte interno, in quanto avranno un solo rappresentante del territorio a Roma, il senatore Antonio Tomassini, sia su quello delle alleanze esterne. «Noi andiamo avanti per la nostra strada – incalza Tarantino – e non ci fermiamo ad aspettare nessuno. La Lega sta dimostrando al suo popolo che ha la forza di rappresentarli: candidiamo quindici varesini e ne portiamo in Parlamento almeno quattro. Calderoli e Castelli li abbiamo sistemati in Piemonte e Giorgetti a Milano».
Discorso a parte merita la candidatura del vecchio Leoni (Giuseppe): leghista della prima ora, primo deputato della Lega, quando la Lega era ancora lombarda, nel 1987 (X legislatura), primo consigliere del Carroccio al comune di Varese, fedelissimo del Senatur e braccio cattolico del movimento. Una candidatura che è un segnale per tutti i leghisti: serrare i ranghi e ritornare alle origini. Un messaggio chiaro per chi pensa che la Lega si sia imborghesita all’ombra del Colosseo e per chi si è imborghesito veramente.

Sulla successione-secessione a Umberto Bossi nessuno si sbilancia. I nomi dei delfini Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni sembrano graditi a tutti. La formula dubitativa è d’obbligo perché, tra sorrisi e pause troppo lunghe, il sospetto che ci sia qualche  lamentela non è campato in aria: «Due varesini e per di più giovani, mi sembra una scelta coerente. Comunque per il momento è Bossi il nostro leader, in futuro si vedrà» dice Tarantino. Più articolato – come è suo solito – il segretario cittadino Fabio Binelli: «Sono due nomi validi. Penso però che Bossi rimarrà alla guida della Lega per molti altri anni ancora. Il suo ruolo è determinante. E comunque sarà il consiglio federale a scegliere. Secondo me è Giorgetti il vero successore».
(foto sopra, da sinistra: Fabio Binelli e Dario Galli)

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2006
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