“E li chiamano disabili”, storie di chi non si è arreso

Il nuovo libro di Candido Cannavò verrà preentato all'Università dell’Insubria martedì 7 marzo alle 16. Presente anche l'atleta Fabrizio Macchi

Appuntamento da non perdere martedì 7 marzo a Varese all’ Università dell’Insubria. Alle ore 16 infatti Candido Cannavò,  storico direttore della Gazzetta dello Sport,  presenterà il suo nuovo libro presso “E li chiamano disabili” nell’Aula Magna di Via Dunant.
Nel  libro pubblicato di recente dalla Rizzoli, il giornalista sportivo affronta un affascinante e commovente viaggio nel mondo dei cosiddetti diversamente abili scoprendo storie struggenti di ingegneri, ballerine, ricercatori e artigiani che non si sono arresi di fronte alle difficoltà di una vita ben più difficile e irta di ostacoli rispetto a quella che affrontano le persone normalmente dotate.
Come è già successo in occasione dei due precedenti libri firmati da Cannavò – il primo sulla sua vita di giornalista legato per oltre 50 anni alla Gazzetta dello Sport, il secondo sul mondo delle carceri viste dal di dentro- , all’autore interessa in particolare il lato umano, la storia delle persone da lui conosciute in questo vero e proprio Giro d’Italia delle diversità.
All’incontro, promosso dal Dipartimento di Medicina e Sanità pubblica, dal Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e dagli organismi del territorio per la valutazione degli invalidi civili, parteciperà anche Fabrizio Macchi, atleta disabile di Varese che corre in bicicletta e pratica lo sci alpino che la settimana prossima parteciperà alle Paralimpiadi di Torino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2006
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