Elezioni amministrative a Varese: quale sindaco per quale progetto?

L'opinione di Ovidio Cazzola sulle consultazioni del prossimo 28 maggio

L’avvicinarsi del 28 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni amministrative per il nuovo Sindaco e il nuovo Consiglio comunale di Varese,  non ha ancora apparentemente sollecitato finora una adeguata attenzione della Città.

Le elezioni politiche sembrano polarizzare l’interesse dei cittadini.

Ripeto da tempo in varie occasioni -anche pubbliche- che quel rinnovo ha un’importanza decisiva per i destini di Varese dove una palese deriva amministrativa,  priva di visioni generali coerenti e di progetto, condiziona ormai le qualità della nostra vita, delle relazioni sociali, dei servizi in tutto il territorio varesino, cioè di una città estesa che comprende ormai duecentomila persone.

In un recente articolo ho puntualizzato le linee di un progetto amministrativo che produca una svolta decisiva di prospettiva,  che rilanci una Varese che voglia essere più bella, più giusta e solidale, esperienza esemplare per altre realtà urbane.

Indicavo due dimensioni, oggi separate, che attendono con urgenza una ricomposizione: la prima riguarda le persone, le famiglie , le piccole comunità esistenti in cerca di riferimenti; la seconda  i problemi riorganizzativi della città, a partire dalla sua attuale disgregazione funzionale, dalla sua dispersione abitativa e sociale.

La riorganizzazione della città reale è possibile solo attraverso la collaborazione delle comunalità esistenti e Varese ha l’obbligo del maggiore impegno.

Centrale è la costituzione (ricostituzione rispetto alla storia delle nostre comunità) di una rete diffusa di promozione e animazione sociale e culturale, di partecipazione al progetto comune, per ricomporre progressivamente un tessuto di relazioni oggi lacerato, nella quale trovi accoglienza, attenzione, integrazione l’immigrato; dove sia valorizzata l’esperienza dei cittadini più anziani e attiva l’iniziativa di assistenza nei loro confronti –dentro la comunità- quando occorra. Dove i giovani, le loro speranze, la loro disponibilità alla vita e all’impegno non vadano perdute.

Ma la città deve ritornare a misura umana: occorre valorizzare i luoghi della socialità e dei significati della nostra storia, rimuovere l’attuale pesante condizionamento veicolare, dare nuova razionalità e adeguatezza ai servizi pubblici di trasporto, privilegiare le percorrenze pedonali e ciclabili protette. Occorre finalmente completare il sistema tangenziale e di collegamento con il Canton Ticino a partire da interventi prioritari come il percorso nella valle Olona fino alla Valganna che deve realizzare il superamento (e il rispetto) dell’abitato e il tratto terminale da via Vanetti. Va pure affrontata con decisione la situazione del sistema ferroviario, il raccordo con Stabio, la creazione di nuove stazioni esterne al nucleo urbano principale. Non si possono più commettere errori come quelli del passato che hanno aumentato il carico di funzioni urbane nel nucleo centrale che la città sta ancora duramente pagando.

Occorre riportare la nostra attenzione sull’ambiente e la nostra storia, sullo scenario territoriale e monumentale così prezioso, ammirato e offeso da noncuranza, incultura, utilità di breve respiro: la sua riconsiderata valenza può consentire un rinnovato progetto di accoglienza turistica con i connessi ritorni economici e occupazionali.

Occorre un rilancio più convinto della presenza universitaria, della centralità delle sedi della cultura dove va condotta la battaglia contro la banalizzazione della vita, dei suoi valori, della sua tensione possibile per la bellezza e la solidarietà.

Se questi appena accennati sono i problemi di fondo e le necessità che ci stanno dinnanzi, si capisce l’urgenza, in vista delle elezioni amministrative, di un coinvolgimento ampio della città,  pena la perdita di occasioni che un nuovo contesto amministrativo inadeguato nel prossimo quinquennio amministrativo provocherebbe.

Ha ragione Giuseppe Adamoli nel suo articolo di questi giorni ad insistere sulla necessità di superare la vecchia logica degli schieramenti per costruire più estese, fiduciose, partecipate convergenze: è decisivo il superamento delle ristrette appartenenze partitiche, delle ideologie, delle polemiche locali anche recenti perché la nostra storia cambi finalmente direzione e, attraverso la partecipazione, ci consenta di essere protagonisti e non semplici spettatori.

Ciò non significa  trascurare ogni riferimento ma fondare la  sfida sulle forze che con maggiore lucidità hanno delineato una prospettiva che è nell’interesse di tutti promuovere.

Voglio ricordare che tale prospettiva scaturisce anche dai dibattiti dei mesi scorsi promossi dai partiti dell’Unione che oggi si propone come alternativa al recente passato amministrativo della città.

Come portare queste riflessioni fra i cittadini in un tempo così breve – poco più di due mesi- che ci separa dalle elezioni comunali?

La definizione del programma amministrativo può avvenire attraverso il dibattito nella città andando oltre i  più ristretti incontri fin qui avvenuti. Ma occorre anche un confronto forte fra chi si vuole candidare alla guida di questa città. Molti hanno già sostenuto – mi pare anche la posizione di Adamoli- che si debbano sollecitare le disponibilità di uomini e donne della cosiddetta ‘società civile’. Pareva che l’ipotesi delle ‘primarie’ potesse favorire tale disponibilità: personalmente avevo dato la mia agli inizi di gennaio.  Adamoli e altri ritengono che non esistano più oggi i tempi necessari.

Se questa fosse una valutazione comune,  se altri percorsi nell’esclusivo interesse  di questa città non potessero essere seguiti, si  solleciti pubblicamente chi voglia  impegnarsi per una sfida entusiasmante e difficile ma non impossibile. Si proceda ad un confronto pubblico personale e programmatico per arrivare a una scelta.
Con immodestia, ragione e passione, mantengo la mia disponibilità.

Ovidio Cazzola

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.