Elezioni: la data c’è, ma è l’unica certezza

Si vota il 28 maggio. Il centrodestra continua con Mucci, il centrosinistra non ha ancora deciso il nome del candidato sindaco

Si vota il 28 maggio. A Gallarate è una voce che si rincorre da tempo. Le strategie politiche, che coinvolgono anche Varese e Busto Arsizio, suggeriscono a tutti i partiti di aspettare, aspettare e ancora aspettare. Nessuno è uscito allo scoperto, né nel centrodestra né nel centrosinistra, tantomeno tra le fila delle liste civiche.

Nicola Mucci è il candidato naturale di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udc, ed è ormai pronto a sciogliere ogni riserva e a ricandidarsi. Ancora nessun annuncio pubblico, anche se i partiti della Casa delle Libertà, almeno a parole, dimostrano il massimo appoggio al sindaco uscente, che con i vertici azzurri ha deciso di non correre per la Camera dei deputati: sarà per la prossima volta. Nelle riunioni di maggioranza si discute solo di programma. La Lega Nord partecipa, ma ha posto paletti chiari, come moschea e commercio, che sembrano essere strategici per ritardare le decisioni finali. Indiscrezioni vogliono il Carroccio in attesa fino a dopo il risultato elettorale: non c’è fretta, si dice nei corridoi, i nomi non interessano, tempo ce n’è. 

Se possibile, è ancora più complessa la situazione nel centrosinistra. Da otto mesi si discute il programma dell’Unione per Gallarate, che vede la partecipazione di Ds, Margherita, Sdi – La Rosa nel Pugno, Rifondazione comunista e Comunisti italiani, Verdi, Movimento Federalista Europeo e Udeur. Tutti d’accordo sui punti chiave, ma sul nome non si riesce a trovare uno straccio di accordo. La Margherita ha proposto Angelo Senaldi, i Ds sono fermi su Pierluigi Galli, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista sono d’accordo nell’appoggiare Ennio Melandri. Aleggia poi il nome di Andrea Buffoni, non ancora presentato sul tavolo dell’Unione, ma molto chiacchierato: lo Sdi deve ancora decidere se farne il proprio candidato, pare che parte dei Ds sosterrebbe l’ex socialista. La decisione della Margherita di chiedere le Primarie ha mescolato ulteriormente le carte, suscitando reazioni e prese di posizioni non esattamente unitarie.

Ci sono poi le liste civiche e i partiti “minori”, capaci comunque di catalizzare il favore di molti cittadini. Bartoli, Luini, lo stesso Buffoni hanno sempre avuto un alto riscontro nell’elettorato, la Dc di Lozito sembra orientata verso l’appoggio a Mucci. L’unico che è uscito allo scoperto è Fabio Castano, che correrà con Alternativa Sociale, sembra appoggiato da professionisti molto noti in città.

In pratica c’è una sola certezza: il 28 maggio si va alle urne.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2006
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