Energia “fai da te”: i ragazzi si costruiscono il pannello solare

Il Liceo Tecnologico porterà i pannelli solari realizzati in laboratorio al concorso I giovani e le scienze di Milano

Il 2,3 e 4 aprile una delegazione di tre ragazzi del Liceo di Luino sarà presente con uno stand espositivo al 18° concorso dell’Unione Europea organizzato dalla Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche.

Il pannello solare progettato, della misura di un metro per cinquanta centimetri da lasciare nel laboratorio di fisica per gli esperimenti, ha convinto la commissione. I ragazzi sono stati invitati a portare il loro esperimento e ad illustrare le potenzialità dell’energia solare, che permette un risparmio del 14-18% in un impianto per il riscaldamento dell’acqua sanitaria.

L’investimento per realizzare una superficie di sei metri quadrati è di 2.626 euro, costo del kit di costruzione ordinato dall’Austria tramite un gruppo di acquisto solidale. “Sei metri quadri è la dimensione ottimale per avere un rendimento nelle abitazioni”, spiega un ragazzo che, anche se anche non parteciperà al concorso organizzato dalla Fast, è ormai un esperto di energia solare. “Un pannello solare standard misura due metri per uno e se ne uniscono tre per avere una superficie abbastanza grande.”

Il pacco comprende tutto il necessario per l’autocostruzione, lastre assorbenti, materiale isolante, pompe, serbatoio ed altro materiale idraulico. Se, mettere insieme i pezzi sembra complicato, i ragazzi spiegano con la massima disinvoltura come cotruire un pannello solare.

Andrea Giuliani introduce: ”il primo passo è saldare con lo stagno le lastre che assorbono il calore coni tubi collettori in cui passa l’acqua da riscaldare.” Continua Lorenzo Boldrini “sul fondo della cassa dei legno, che conterrà le lastre, si posiziona lana di vetro per evitare dispersioni di calore. Poi si inseriscono lastre e collettori e si chiude la scatola con il vetro smerigliato all’interno, affinché la luce non assorbita resti all’interno della cassa.” Valentina Giammito conclude “il pannello viene collegato a circuito chiuso al serbatoio, l’acqua riscaldata risale pronta per essere utilizzata in casa.”

Il lavoro dei ragazzi, realizzato durante le ore di laboratorio con il professor Ferruccio Jarach, grazie alla disponibilità del consiglio di classe, ha convinto la loro professoressa Chiara Galazzetti che è ormai decisa ad impiantare dei pannelli in casa. Lei stessa spiega: “è possibile utilizzare energia solare anche per il riscaldamento domestico, se alla caldaia convenzionale viene integrato un accumulatore. Si chiama impianto combinato e permette di risparmiare fino al 40%.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 marzo 2006
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