Fabio, unico varesino alla finale olimpica di informatica

Non ha centrato il difficilissimo obiettivo internazionale, ma ha ottenuto ugualmente la sua grande vittoria

Fabio Rainoldi è uno studente del liceo scientifico "Arturo Tosi" di Busto. Un ragazzo come tanti, con una passione rara: l’informatica. Non stiamo parlando di internet, delle chat, dei forum: parliamo di linguaggio, di algoritmi, di funzioni.

Fabio non pensava che il suo amore per quella materia ostica gli avrebbe dato un po’ di gloria: la provincia di Varese ha affidato a lui il compito di tenere alto l’onore del territorio nella gara finale delle olimpiadi di informatica.

Per il secondo anno consecutivo, Fabio ha sbaragliato la concorrenza provinciale guadagnandosi uno degli 80 posti a disposizione ( tra 10.000 partecipanti) per l’ultimo appuntamento italiano prima dell’incontro internazionale in Messico

Così la scorsa settimana si è trasferito a Milano ( decisamente meno panoramica della sede del 2005, Taormina) per affrontare una due giorni di prove e test: « Un’esperienza veramente bella – commenta Fabio, certamente non deluso per non aver centrato il difficilissimo obiettivo – al di là delle prove, è stato bello il clima, conoscere altri ragazzi, parlare e discutere di una materia così poco amata com’è l’informatica».

Fabio, possiamo dirlo, è un autodidatta: «Al liceo l’informatica viene insegnata solo per un’ora alla settimana – spiega la docente Luisa Tosi – inoltre, insegniamo il linguaggio Pascal, mentre alle olimpiadi si chiedono competenze molto più aggiornate e approfondite».

L’amore di Fabio per le materie scientifiche è a 360 gradi: «Matematica, fisica, informatica sono tutti ambiti che mi interessano a livello personale. Molti miei compagni non hanno partecipato a queste olimpiadi perchè vivono l’informatica come materia di studi».

Lo scorso anno il liceo Tosi partecipò con una decina di concorrenti, numero che quest’anno si è notevolemente ridimensionato (2) : « Purtroppo quest’edizione non è stata vissuta con partecipazione – spiega ancora la professoressa – È molto più vivo l’interesse per la matematica, proprio perchè nel nostro liceo è materia basilare. Ma dovremmo invogliare più studenti ad aderire all’iniziativa».

Per preparare la fase nazionale, Fabio ha seguito i 4 incontri al Politecnico con docenti universitari e si è confrontato con gli altri concorrenti attraverso la chat del sito delle olimpiadi.

Due giorni di gare, alternate a visite guidate per la città di Milano e ad uno spettacolo di cabaret: «Il momento della competizione è stato duro – ricorda Fabio – Chiaramente la tensione gioca brutti scherzi. Quest’anno le domande erano più difficili e il tempo a disposizione non è stato sufficiente»

Ma come nasce l’amore per l’informatica? «Niente di genetico – precisa Fabio – i miei genitori non sono patiti del computer. Il mio fu amore a prima vista, quando moi padre portò a casa il primo pc che utlizzava il linguaggio Basic. Oggi utilizzo Internet soprattutto per rimanere aggiornato, informarmi sulle innovazioni tecnologiche. Dopo il liceo sceglierò certamente un indirizzo scientifico, anche se non è detto che farò informatica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2006
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