Franceschini: “Il Paese è più sereno e maturo di quel che ci mostra la tv”

L'esponente della Margherita Dario Franceschini, capolista dell'Ulivo alla Camera, analizza il momento della campagna elettorale

"In campagna elettorale bisogna saper mettere in campo le proprie idee, ma anche saper ascoltare la gente. Girando per la Lombardia ho trovato gente determinata e serena, che chiede e ascolta a sua volta. Poi accendiamo la tv e ci presentano tutt’altra Italia". È come sempre sempre controllato e razionale Dario Franceschini (foto), capolista dell’Ulivo alla Camera nel collegio Lombardia 2. Dopo il dibattito mattutino presso il teatro Manzoni di Busto Arsizio, organizzato dagli studenti del Liceo scientifico "Arturo Tosi", l’esponente della Margherita è stato ospite del circolo cittadino del suo partito, in via Pozzi, per un breve incontro con la stampa locale. Accanto a lui Paolo Rossi, candidato per la Margherita al Senato; era presente anche il consigliere regionale Giuseppe Adamoli, che tuttavia non ha preso la parola.

Temi di interesse locale e nazionale quelli trattati: fra questi la crescente veemenza della campagna elettorale. "La nostra campagna è un po’ diversa da quella di Berlusconi" minimizza Franceschini con un understatement degno di un lord inglese. "Ogni giorno il capo del governo alza un polverone su una questione diversa allo scopo di nascondere i problemi reali del Paese e il confronto sui contenuti. Dobbiamo evitare che la campagna elettorale si tramuti in un’unica grande rissa, dobbiamo mantenere la calma, fingendo di non udire le grida sguaiate degli avversari". Quanto ai continui tentativi di diffondere paure incontrollate, "fino al ridicolo", o di spargere zizzania nell’Unione sottolineando le differenze fra Rifondazione e l’ala più centrista dell’Ulivo, Franceschini rimarca che "le differenze vengono esaltate ad arte dai media controllati dall’avversario, così come i rarissimi episodi di intemperanze, che pure deploriamo. Il governo dell’Ulivo cadde nel ’98 per un errore politico: avevamo stretto con Rifondazione un patto di desistenza elettorale , non un’alleanza vera e propria come quella odierna".

Franceschini ragiona a mente fredda anche quando si parla degli aspetti locali che interessano il collegio elettorale, comprensivo di tutta l’alta Lombardia. "Da questa terra sono partite, nel bene e nel male, grandi cose per l’Italia. Ora è il momento di rendersi conto, per esempio, che le promesse della Lega non sono state mantenute". "La Lega al governo non fatto che sostenere acriticamente Berlusconi, accettando una posizione di subalternità" anche secondo l’esponente provinciale Paolo Rossi. Per Franceschini l’esigenza numero uno per l’alta Lombardia sono le infrastrutture, perchè il movimento di merci e persone è ormai al collasso. "Nel programma dell’Unione è scritto a chiare lettere che va trasferito quanto più traffico possibile dalla strada alla ferrovia: è una questione di qualità della vita". Sulle Grandi Opere Franceschini, spalleggiato da Valerio
Mariani della Margherita di Busto, fa notare la differenza fra i
proclami e le promesse non mantenute della destra e i fatti dell’Ulivo.
"È sotto l’Ulivo che si è ultimata la Grande Malpensa. Pedemontana? Se
ne parla da moltissimo tempo, andrà riproposta"
. C’è poi il tema del rilancio della fiducia e della competitività delle imprese: "Ci impegniamo ad implementare la riduzione del cuneo fiscale, a vantaggio di imprese e lavoratori ad un tempo, entro i primi cento giorni di governo: è una priorità assoluta".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2006
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