“Gli animali hanno più diritti di noi”

Rabbia e rassegnazione tra la comunità islamica gallaratese, ancora in preghiera per strada. Sabato 11 marzo alle 15 manifestazione in piazza Risorgimento

Erano in 200 all’appuntamento fisso del venerdì, per la preghiera in via Peschiera, ancora per strada, davanti all’ex centro culturale islamico. Senza tappeti, chiusi nel capannone di via Varese, al quale l’amministrazione comunale ha apposto i sigilli. Il clima è teso dopo l’atto deciso dal sindaco Nicola Mucci che ha segnato la chiusura del secondo luogo di culto gallaratese. Da mercoledì sera gli islamici si ritrovano in piazza Libertà, davanti al Municipio di Gallarate, intorno alle 20, per un presidio di protesta contro le prese di posizione del primo cittadino: «Andremo avanti fino a quando non si troverà una soluzione», spiega M’hammed Sayaih, dirigente dell’Anolf Cisl di Varese.

Alla preghiera non ha preso parte Samir Baroudi, portavoce della comunità islamica varesina, in Siria per motivi personali. Al suo posto, a fare la traduzione del sermone, è salito sulla scala Souleimane, al secolo Franco La Spina: «L’amministrazione ci ha tradito – ha detto -. Siamo al limite dell’esasperazione, ma dobbiamo mantenere la fede e la forza di aprire al dialogo, dimostrare che possiamo essere una risorsa per la città intera, fare in modo che la moschea non sia un problema per l’immigrazione, ma la soluzione. In ogni società il forte sottomette il debole, è ovunque così. Paghiamo le immagini e le informazioni distorte che arrivano sull’islam: noi non ne siamo responsabili, dobbiamo farlo capire all’amministrazione e ai cittadini. In Italia non ci sono problemi con chi governa, qui evidentemente qualcuno ha preso come un affare personale la questione moschea. Lanciamo un appello: attendiamo un gesto minimo di apertura, ci dicano cosa dobbiamo fare per avere un luogo di culto. Noi siamo disponibili e aperti, il Comune rifletta. Siamo nelle mani di Dio, che ha detto per voce del Profeta: “Non fate male e non rispondete al male con il male”. Che sia un invito per tutti».

I due portavoce della comunità gallaratese, Mohamed Rachdi e Hamid Khartaoui erano invece visibilmente contrariati: «Il sindaco ci ha ingannato – hanno detto -. Il dialogo non ha più speranze, non ci fidiamo più di nessuno. La situazione sta peggiorando, gli animi sono esasperati. In Italia, a Gallarate, gli animali hanno più diritti di noi». Per contestare l’atteggiamento dell’amministrazione comunale la comunità islamica ha chiamato a raccolta tutti i fedeli di Allah: sabato a partire dalla 15 si svolgerà una manifestazione in piazza Risorgimento (piazza Libertà è stata vietata dopo pressioni del Prefetto e del Questore per la concomitante presenza dei banchetti dei partiti politici impegnati nella campagna elettorale): «La notizia è stata diffusa a tutte le comunità di Varese e provincia e arriveranno fratelli anche da Milano», chiosa Sayaih.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2006
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