Grillo, un “catalogo degli orrori” che strappa applausi

Dallo "psiconano" alle traduzioni del mossad: c'è di tutto nello spettacolo del comico genovese, al Palapiantanida il 28 e il 29

C’è di che pensare: dopo il pienone di Cornacchione al teatro di Varese  la due giorni "sold out" di Beppe Grillo al Palapiantanida,  a pochi giorni dal voto delle politiche,  la dice lunga sulla voglia dei varesini di ascoltare – per farsi un’idea non banale della realtà – delle voci fuori dal coro, lontane anche da anni dagli schermi televisivi ma mai stanche di raccontare la vita sotto una luce diversa per chi non si accontenta della pappa di notizie  scodellate ogni giorno.

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Beppe Grillo, un successo di pubblico a Busto Arsizio 4 di 11

E così è stato, anche con lo spettacolo di Grillo in scena ieri sera 28 marzo a Busto: divertentissimo e costruito su un canovaccio ben collaudato – ormai da 15 anni – l’artista genovese, che continua a definirsi comico, ma che ha ormai valicato da tempo la soglia dell’approfondimento giornalistico e dell’impegno civile, ha come sempre stupito gli spettatori con una cascata di verità nascoste.

Dalla figuraccia dello "psiconano" (lo chiama così, l’attuale premier) al Parlamento Europeo, raccontata con il  video reso famoso dal Caimano e dal dvd di Enrico Deaglio "quando c’era Silvio", al piccolo sito che svela i mortali intrecci delle grandi aziende italiane rette dai nuovi finanzieri come Tronchetti Provera e Colaninno. Dalle tormentate ricerche di due scienziati che studiano gli effetti delle nanoparticelle sugli uomini e quando si rivolgono a Grillo per mostrare i risultati si vedono espropriati del microscopio in grado di studiarli, alle malattie inventate ad hoc per vendere nuovi farmaci.

C’è di tutto, nel mostruoso catalogo degli orrori sciorinato anche stavolta da Grillo: persino che le traduzioni delle dichiarazioni in arabo dei tg sono tradotte tutte da un’unica agenzia, gestita fin dal 1998 da un ex agente del mossad, che varia sistematicamente le dichiarazioni dei dirigenti arabi per fomentare l’odio tra culture.

E poco scampo c’è dalla politica, da qualunque parte essa stia: «sulle grandi scelte sinistra e destra non sono distanti», commenta amaro Grillo. Eppure, «basterebbe che la sinistra usasse delle parole che il "nano" non conosce: e sono tantissime». Tra queste, tutte quelle legate all’ambiente e al risparmo energetico, ma anche alla tanto sbandierata tecnologia (Esilarante il racconto del funzionamento dello spoglio elettronico "alla Stanca").
Parole che Grillo pronuncia e che chiede di commentare sul suo blog, ormai diventato il più frequentato sito di informazione italiano, con lettori superiori in numero a Repubblica o Corriere.it, attraverso il quale ha creato una rete di relazioni sul territorio italiano, i "meetup". Uno di essi è anche a Varese, ha per ora 52 partecipanti, era presente al Palapiantanida e ha già in mente la prima iniziativa: mettere a confronto i prossimi candidati sindaco con poche, semplici domande.

Questa sera, 29 marzo, si replica: e anche questa volta, è già scontato, sarà un successo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2006
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