«I miei figli non possono essere gay»

Intervista a tutto campo al candidato al Senato della Lega Nord, Dario Galli, deputato dal ’97 ed ex sindaco di Tradate

Dario Galli, parlamentare dal 1997 alla Camera dei Deputati, alle elezioni politiche del 9 aprile si presenta per la prima volta al Senato, anche lui con la certezza, quasi matematica, di essere eletto. Sul perché di questo cambiamento, risponde ironicamente “probabilmente con l’età si ha diritto di entrare al Senato”. 48 anni, sposato da dieci, tre figli maschi, ingengere e proprietario di una ditta di stampaggio materie plastiche a Castelseprio, è stato sindaco di Tradate per due mandati, dal 1993 al 2002. Si presenta sempre per la Lega Nord di cui è uno dei simpatizzanti fin dalla nascita del partito. Anche a lui abbiamo sottoposto una serie di domande, le prime due a risposta aperta, le altre a risposta breve e veloce.

Cosa ha fatto per il nostro territorio negli ultimi 5 anni?
Nel dettaglio, se si vuole andare a vedere proprio gli spiccioli, abbiamo lavorato per portare diversi finanziamenti, anche a fondo perduto, a molti paesi come Tradate, Castelseprio e Caronno Varesino. Oltre naturalmente al lavoro svolto con tutti gli altri parlamentari della provincia per l’intera Provincia di Varese, mai così al centro delle attenzioni di Roma come negli ultimi anni. Ma la cosa più importante ancora dei finanziamenti è la battaglia portata avanti per la riforma federale. Non si tratta solo di soldi, ma di vera e propria indipendenza.
 

Quali sono le priorità che riguardano Varese e su cui lavorerà una volta in Parlamento?
Il punto fermo restano le riforme. La Lombardia e la provincia di Varese non hanno bisogno solo degli spiccioli, dei finanziamenti per cui ci batteremo comunque, ma serve proseguire la grande battaglia delle riforme per un’indipendenza soprattutto dal punto di vista fiscale: le risorse prodotte dal territorio devono essere spese per il territorio stesso, così facendo i cittadini si accorgeranno negli anni di come tante risorse in passato siano andate perdute. Poi nei prossimi anni va affrontato sicuramente il problema dell’immigrazione clandestina, soprattutto di stampo mussulmano; ma anche i problemi economici derivati da paesi cosiddetti emergenti come la Cina; e poi vanno portate avanti le battaglie per la salvaguardia della famiglia, concetto che il centrosinistra sta screditando: noi della Lega non riusciamo a immaginare come una coppia omosessuale possa adottare un bambino, è impensabile, la famiglia è un’altra cosa.

Lei crede in Dio?
Sì, assolutamente.

È cattolico?
Certo.

Qual è l’ultima volta che è andato a messa?
Qualche mese fa.

E l’ultima volta che si è confessato?
Forse qualche anno fa.

Conosce degli islamici?
Sì.

Dove sono le moschee in provincia di Varese?
Che io sappia ce n’è qualcuna. A Varese, a Gallarate non so se c’è ancora, e forse a Busto. Poi se ce ne sono altre piccole sparse in giro, non lo so.

Lei ha amici extracomunitari?
Ho molti conoscenti extracomunitari, nel senso al di fuori dell’Unione Europea, e qualche amico.

Accetterebbe una nuora extracomunitaria?
Basta che voglia bene ai miei figli.

Se sua moglie la tradisse salverebbe la famiglia o sceglierebbe il divorzio?
Credo che affronterei la situazione con molta ragionevolezza, tenendo ben presente che i figli sono comunque la cosa più importante da salvaguardare.

Gli omosessuali sono la rovina delle famiglie?
No. Nel senso che gli omosessuali adulti sono gente che vive secondo determinate esigenze. La cosa diversa è essere fuori dalla norma e voler essere riconosciuti a tutti i costi all’interno della norma.

Ha amici omosessuali?
Può darsi.

Frequenta persone omosessuali?
Abitualmente no.

Se sua figlia fosse gay crede che avrebbe il coraggio di dirglielo?
I miei figli non possono essere gay.

Si è mai fatto uno spinello?
No, nemmeno una sigaretta.

23 spinelli sono pochi o troppi?
In che senso? Da ingegnere, 23 è un numero senza alcun senso…

L’alcool è una droga?
Oltre una certa misura, sì.

E il fumo?
Lo stesso. Le persone che diventano dipendenti subiscono una dipedenza che non è diversa da altre sostanze.

Bacco, tabacco e venere, a cosa potrebbe rinunciare?
Bacco non bevo, tabacco non fumo. Faccia lei.

Cosa fa per tirarsi su?
Una cena con gli amici, una sera in famiglia, una passeggiata nei nostri boschi.

Qual è il libro che le ha cambiato la vita?
Anche se non sarà ricordato nella Storia, “Vento del nord” di Umberto Bossi. Se non l’avessi letto non avrei fatto quello che ho fatto negli ultimi 15 anni.

La canzone?
Non c’è una canzone che mi abbia cambiato la vita.

E il film?
Mi è rimasta molto impressa quando ero piccolo una fiction che oggi non si ricorda nessuno, “La circostanza”, una storia di ragazzi. In tempi più recenti sicuramente “Braveheart”: c’è tutta la sintesi della politica e della natura umana, dalle azioni più alte alle più basse.

A chi darà il 5 per mille?
Quest’anno al Comune di Tradate, poi si vedrà.

Cosa preferisce, cono o coppetta?
Decisamente il cono.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2006
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