I parroci “in visita” alla Liuc

I sacerdoti del decanato della valle Olona, guidati dal decano Don Pino Marelli, hanno incontrato i vertici dell'Università

Si è svolta ieri mattina, 8 marzo, all’Università Carlo Cattaneo – LIUC una visita da parte dei parroci del Decanato della Valle Olona, guidati dal Decano Don Pino Marelli, parroco della parrocchia di San Giulio in Castellanza. Ad accoglierli il rettore Gianfranco Rebora, l’Amministratore Delegato Antonio Colombo e il Cappellano dell’Università Don Michele Aramini. E’ stata la prima visita alla LIUC da parte di un gruppo di sacerdoti della zona. L’idea è scaturita dai contatti abituali che il parroco di Castellanza ha con i vertici dell’Università e si inquadra nelle azioni che quest’ultima svolge per aprirsi il più possibile al territorio e all’ambiente sociale nel quale è radicata.

Ho percepito – ha detto Don Pino Marelli il desiderio dell’Università di non voler essere un luogo chiuso, ma aperto. Un’Istituzione che vuole dialogare con la realtà sociale. Da qui la spinta ad organizzare questo incontro per far conoscere la LIUC ai sacerdoti del Decanato”.  L’Università è un luogo frequentato da un gran numero di giovani. “La cappellania – ha osservato Don Michele Aramini – svolge un’importante attività pastorale paragonabile a quella di una parrocchia di grandi dimensioni nella gestione del rapporto con i giovani. Sono numerosi quelli che si rivolgono al cappellano e tra questi – particolarità dei giovani che frequentano l’Università – è la circostanza che diversi sono quelli appartenenti a diverse nazionalità, etnie e religioni. La LIUC è frequentata, infatti, da un centinaio di studenti stranieri provenienti da ogni parte del mondo che frequenta a Castellanza periodi di studio. Io mi trovo dunque a dialogare con giovani non solo cattolici, ma luterani, ortodossi e anche di religione musulmana”.

L’Amministratore Delegato Antonio Colombo ha ripercorso le origini dell’Università, frutto dell’impegno dell’imprenditoria locale perché questo territorio, tra i più industrializzati d’Europa, fosse dotato di un’istituzione accademica che contribuisse a mantenerne elevata la competitività attraverso la preparazione manageriale dei giovani, futuri quadri e dirigenti d’impresa, oltre che di quei professionisti – commercialisti, avvocati, notai, magistrati, ingegneri – che abitualmente si rapportano con le istituzioni economiche. Il rettore Gianfranco Rebora ha poi illustrato le caratteristiche dell’impianto scientifico e didattico dell’Università e insieme ad Antonio Colombo, ha fornito i dati salienti che ne illustrano l’attuale attività: 2500 studenti, circa 350 docenti, un centinaio tra personale amministrativo e tecnico, che compongono nell’insieme una comunità di oltre 3.000 persone: a ben guardare, la popolazione media di uno dei tanti comuni della Valle Olona. Poi i 650 stage effettuati nel 2005 dagli studenti nelle imprese, nelle istituzioni finanziarie, negli studi professionali, nella pubblica amministrazione; il milione e duecentomila euro di borse di studio distribuite nel corso dell’ultimo anno; i 468 posti letto della residenza universitaria, che consentono di ospitare  non solo gli studenti che provengono dalle regioni più lontane della penisola (il 30% degli iscritti giunge da fuori della Lombardia), ma anche, come detto, i numerosi studenti stranieri che controbilanciano, in regime di reciprocità, gli altrettanti studenti LIUC che svolgono semestri di studio presso Università all’estero.

A domanda di Don Pino Marelli se la LIUC possa occuparsi anche di quella formazione utile a migliorare l’attività degli enti locali e della pubblica amministrazione, il rettore Gianfranco Rebora ha risposto illustrando quanto la LIUC fa, da sempre, attraverso il proprio centro di ricerca sulla Pubblica Amministrazione e i propri Master rivolti al management della Sanità. La LIUC sviluppa, secondo la propria mission, cultura d’impresa, ma da sempre si è proposta di contribuire a diffondere i valori dell’efficienza e dell’efficacia propri della cultura aziendale anche nel settore pubblico, nella convinzione che non possa esserci sviluppo per il  settore privato senza un parallelo miglioramento nella gestione della cosa pubblica.

Avete fatto bene ad invitarci – è stato il commento di uno dei parroci presenti all’incontro -. “Notiamo con piacere che la LIUC è una realtà importante sul territorio, dinamica e aperta: anche noi sacerdoti non dobbiamo ignorarla”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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