Identificata la banda che “ripuliva” gli automobilisti pistola in pugno

Tutti albanesi, guidati da un ventenne, gli autori identificati dalla Polizia di tre rapine con sequestro di persona ai danni di automobilisti

Guidare verso casa, di sera; essere fermati da un’altra auto per vedersi puntare addosso una pistola e rubare soldi, orologi, cellulare e automobile. È successo ad almeno tre persone nello scorso mese di settembre, fra Busto Arsizio, Saronno e Gorla Maggiore, ed oggi la Polizia di Stato ha identificato i responsabili dei reati. B. D., 20 anni, albanese, residente a Legnano e già detenuto per porto abusivo d’arma, era il capo della banda. le tre rapine contestate, con tanto di sequestro di persona, sono avvenute il 9 settembre (in due distinti episodi) ed il 13 settembre scorsi. Il 9 le prime due rapine: a Saronno un automobilista viene fermato da sedicenti carabinierieri in borghese a bordo di una Bmw, che lo minacciano con una pistola e se ne vanno con la sua auto, abbandonandolo quindi ad Uboldo dopo averlo "ripulito". Poche ore dopo la seconda rapina, a Busto Arsizio, ai danni di un giovane a bordo di una Citroen Saxo, cui viene puntata negli occhi una torcia per indurlo a fermarsi: quindi le minacce, il furto, e il ragazzo abbandonato ad una rotonda. L’ultimo episodio criminale contestato il 13 settembre, sempre in orario serale: a Gorla Maggiore viene fermata una ragazza al volante, costretta quindi a consegnare auto e cellulare e ad andare a prelevare denaro al Bancomat a vantaggio dei delinquenti, per essere poi abbandonata nei boschi di Fagnano, fortunatamente senza ulteriori violenze.

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La refurtiva delle rapine agli automobilisti 3 di 3

"Non sono i soli epidsodi di questo tipo verificatisi di recente" osserva il vicequestore di Busto Francesco Scalise. "Ve ne sono state altre, in zone limitrofe al di fuori della nostra competenza, e si stanno vagliando i possibili collegamenti". B. D., il giovane capo della banda di rapinatori-sequestratori, tutti albanesi, era già stato arrestato una prima volta ad ottobre, per porto abusivo d’arma, e di nuovo nelle scorse settimane: è attualmente detenuto in carcere a Busto Arsizio. A carico di un suo complice, di cui non sono state rese note le generalità, è stato emesso un secondo mandato di fermo da parte del pm Luca Gaglio, ma l’uomo, residente nel pistoiese, in Toscana, non è stato trovato. "Un ringraziamento speciale va al pm Gaglio" rimarca Scalise, "che ha prontamente firmato due ordini di fermo e cinque mandati di perquisizione". Le perquisizioni, eseguite fra Legnano, Mozzate e Rescaldina, hanno portato al rinvenimento di orologi e cellulari rubati (proprio dall’esame dei tabulati sarebbero venuti datui utili all’inchiesta) e alla denuncia a piede libero di cinque persone per ricettazione. "Siamo di fronte ad un fenomeno criminale significativo, che suscita allarme, con reati gravi compiuti da gente che sa muoversi e conosce bene la zona" commenta il capo della Polizia bustese. Rapina aggravata in concorso, sequestro di persona aggravato, porto abusivo d’arma, usurpazione di titoli: questi solo alcuni dei reati contestati a B. D. e al complice tuttora latitante.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 marzo 2006
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