Il bancario ignorante costa oltre 100 milioni l’anno

Lo afferma una ricerca della Bocconi sulle competenze informatiche e produttività nel settore bancario

Il bancario italiano passa, in media, il 72% del suo tempo lavorativo davanti a un computer e, rispetto ad altre categorie, ha un livello altissimo di alfabetizzazione informatica. Nonostante ciò, la pur limitata ignoranza informatica dei dipendenti costa al settore 104 milioni di euro l’anno mentre un adeguato programma di formazione porterebbe incrementi di produttività calcolabile in altri 3,62 miliardi di euro.

Sono queste le conclusioni della la ricerca "Competenze informatiche e produttività nel settore bancario italiano", realizzata da Sda Bocconi e Aica (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo informatico), in collaborazione con Abi Lab (il centro di ricerche per le tecnologie in banca), che verrà presentata domani all’Università Bocconi (martedì 7 marzo, ore 10,30, Aula Magna, via Gobbi 5). La ricerca ha misurato il costo dell’ignoranza informatica nel settore e, attraverso un esperimento, ha calcolato i ritorni della formazione di base all’uso del computer (Patente europea del computer Ecdl).

Ogni dipendente bancario perde per problemi al computer 37 minuti la settimana (26 per cause tecniche, 11 per mancata conoscenza dei sistemi da parte propria o dei colleghi). Il costo di questo tempo perduto viene quantificato in 349 milioni di euro, 104 dei quali imputabili alla sola ignoranza informatica. Altri 9 milioni di euro sono perduti, per la stessa ragione, nel comparto parabancario.

Gli studiosi, guidati da Pier Franco Camussone, in collaborazine con Aica e Abi Lab, hanno poi condotto un esperimento per valutare l’efficacia della formazione informatica in banca, sottoponendo a un test un gruppo di dipendenti di una Banca di credito cooperativo e misurando i tempi di svolgimento di lavori legati all’uso dei computer. Gli stessi dipendenti hanno poi frequentato i corsi di alfabetizzazione informatica della Patente europea del computer (Ecdl) e sono, in seguito, stati sottoposti a un test dello stesso genere e rimisurati nei tempi di disbrigo dei compiti informatici.

Ebbene, a seguito della formazione la percentuale di risposte esatte è passata dal 77% (“un livello già molto alto rispetto alle altre categorie che abbiamo testato in passato”, afferma Camussone) al 93% e, soprattutto, i tempi di realizzazione dei lavori si sono mediamente ridotti del 24,2%. Dato il gran numero di ore passate dai bancari al computer, una riduzione di questa entità ha un valore economico di 3,62 miliardi di euro l’anno, ai quali si devono aggiungere 309 milioni del comparto parabancario. Il ritorno monetario della formazione risulta essere 35 volte l’investimento.

Chiamati a esprimere dichiarazioni di principio, i responsabili dei sistemi informativi e della formazione sostengono che si fa formazione per motivare il personale, migliorare la produttività e diffondere la cultura informatica in azienda, ma nella realtà i ricercatori della Sda Bocconi hanno osservato che la formazione è quasi sempre motivata e resa necessaria dall’introduzione di nuove applicazioni.

Calcolo dei costi dell’ignoranza informatica

Calcolo del ritorno economico della formazione

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2006
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