Il Gruppo Civico al contrattacco

Giudizi severi su Insieme per Castellanza, accusata di voler sostenere le ragioni delle segreterie di partito

Riceviamo e pubblichiamo


Il comunicato stampa diramato ieri (venerdì, ndr), da
Gianni
Bettoni
a nome di alcuni partiti del
centro-sinistra, ripreso anche da Varesenews (A Castellanza la
pazienza è agli sgoccioli
), è finalmente un atto di chiarezza nel nebuloso
quadro cittadino che precede le elezioni amministrative. Dopo due mesi di
manfrine, finalmente i partiti che stanno dietro a Insieme per Castellanza
gettano la maschera e dicono che l’ex-sindaco Livio Frigoli non è gradito non solo
come candidato ma neppure come risorsa per una lista civica
unitaria.

Tutto ciò in un autocelebrativo
documento che lascia poco spazio a qualunque ipotesi di alleanza su un piano di
costruttiva collaborazione con chiccessia.

Ho personalmente chiesto ad
Antonio
Vialetto
, coordinatore di Insieme per Castellanza, se questo
gruppo condivida tale comunicato o, alla luce di un tentativo di accordo,
intendesse prenderne le distanze. La risposta, giunta dopo un paio d’ore di
riflessione, è stata che non vi è nulla di stonato e non vi è nulla da smentire
nelle parole di Bettoni. Non mi è rimasto che annullare l’incontro previsto tra
i nostri gruppi per ieri sera (venerdì, ndr), che sarebbe a questo punto diventato uno sterile
scontro
.

 

Anche di questo Varesenews ha già dato
ieri la versione di Insieme per Castellanza (Fra Insieme per
Castellanza e Gruppo Civico è maretta
).

Chiarita la nostra lettura di questi
fatti recenti vorrei soffermarmi sul vero nodo della questione. Sbaglia chi
crede che il problema sia l’ex-sindaco Frigoli: è evidente dallo scritto dei DS
di Castellanza che la priorità delle segreterie dei partiti nel governare gli
equilibri politici cittadini viene innanzitutto. E chiunque, per capacità o
carisma, riesca a sovvertire questa logica è un nemico da
avversare.

 

Ma chi consoce Castellanza sa che gli
iscritti ai partiti sono a malapena un centinaio e il vero cuore pulsante della
città sta altrove
: nelle associazioni, negli oratori, nella società
civile.

Pochi invece sanno che chi pretende di
dettare in modo tanto contraddittorio le regole del gioco non vive, né lavora a
Castellanza
: Gianni
Bettoni
da Legnano (DS), Walter Chert da Olgiate Olona (Italia
dei Valori), Andrea Barcucci da Busto Arsizio (Verdi), Cosimo Cerardi da Busto
Arsizio (Comunisti Italiani) tanto per citare oltre la metà di questa
‘intellighenzia’. Senza discutere il valore delle persone, sappiamo che essi
hanno trovato a Castellanza un fecondo orticello dove coltivare frutti che altrove non
attecchiscono
; Castellanza è infatti la principale città dell’Alto Milanese non
governata da una amministrazione allineata al duo Lega-Casa delle
Libertà.

 

Sì, perchè la storia di Castellanza
degli ultimi 10 anni è stata fatta da liste civiche di orientamento democratico
e nessuno può smentire il fatto che con tutti i problemi esistenti, Castellanza
sia una delle città più vivibili di questo territorio: università, lavoro,
sanità, verde, cultura sono i nostri primati e ne dobbiamo andare
fieri.

 

Fare i disfattisti serve solo a
denigrare gli avversari e ad attizzare un clima di rancore: perchè Bettoni
arriva a bollare Città Viva di “malgoverno”? Neppure chi ha decretato la
sfiducia al sindaco Ponti ha mai usato queste parole: la giunta è stata messa in discussione
solo e
unicamente per una non adeguata capacità nel dare sviluppo adeguato al
programma amministrativo concordato. Da qui al "malgoverno" ne corre! Certo il
‘teorema’ di Bettoni è questo: una lista "apartitica e apolitica" come Città
Viva ha sbagliato e quindi ogni lista civica sbaglierà. Prima di tutto Città
Viva non era “apolitica”
: lo abbiamo detto e ridetto anche allo stesso Bettoni
il quale deve ancora dimostrare che Città Viva si sia mai dichiarata tale. In
secondo luogo prima di fare sillogismi sballati si farebbe meglio a guardare
cosa è successo a Busto Arsizio con il sindaco Rosa, candidato come espressione
della più pura gestione partitica, la cui negativa esperienza amministrativa
(non ci sentiamo neppure in questo caso di usare il termine “malgoverno”) tanto
difficile è stato estirpare.

 

Ma in
generale la crisi dei partiti in Italia è sotto gli occhi di tutti e il loro
futuro incerto: non dimentichiamo che la caduta del governo Prodi fu causata dai
partiti
e la  partitocrazia è il più
grave ostacolo che Prodi ha di fronte per i suoi possibili 5 anni di governo.
Allora perchè ‘fondare’ un’alleanza tra cittadini a Castellanza sui partiti?

Non ce ne voglia Bettoni se con umiltà
e passione ridaremo slancio a un percorso di costruzione di una lista civica di
tutti i cittadini democratici che vogliano porsi al servizio della città. Senza
rinnegare il ruolo dei partiti ma chiedendo a questi di non pretendere un
protagonismo che, a Castellanza, è assolutamente fuori luogo. Senza rinnegare il
passato che comunque fa di Castellanza un’isola felice e senza fare torto a
persone che, con tutti i limiti e gli errori che può commettere chi ‘agisce’,
hanno dato moltissimo alla città. Senza rancori e
personalismi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2006
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