Il “made in Lombardia” piace all’Europa

Cresce il valore del commercio e delle esportazioni della regione. Francia e Germania i paesi più coinvolti

Trend in salita per il commercio lombardo diretto oltre i confini nazionali. Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio milanese gli scambi tra la regione e l’estero sarebbero saliti infatti di quasi cinque punti percentuale muovendo un giro d’affari di oltre 142 miliardi di euro. Di oltre sei punti cresce poi il valore dell’export che negli ultimi dodici mesi si è spinto quasi a 62 miliardi di euro.

I partner preferiti? Gli stati europei che assorbono da soli il 74 per cento dei traffici. Di questi, oltre il 60 per cento si muove tra confini dell’Unione Europea ed in particolare tra Germania (18 per cento) e Francia (11,7 per cento).
In forte crescita, rispetto al 2004, sono poi gli scambi con l’Asia centrale (in salita del 63 per cento) e in particolare con l’India (in crescita del 26 per cento). Seguono il Messico (+ 28 per cento), la Federazione russa (+ 20 per cento), i Paesi del Mediterraneo (+ 15 per cento) e il Medio Oriente (+ 10 per cento).
 
Cremona e Bergamo sono le province più dinamiche che nell’ultimo anno hanno visto salire il loro commercio estero di 10 per cento. Ma è Milano che concentra il 58 per cento dell’interscambio regionale con il mondo: quasi 83 miliardi di euro, in aumento del 3,6 per cento rispetto al 2004.

«In una realtà sempre più internazionale – ha dichiarato Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali  – la competizione tra imprese si gioca in modo crescente sulla loro capacità di essere portatrici di innovazione e qualità, ma anche di fare rete sia in Italia che all’estero. La Camera di commercio promuove la presenza delle imprese nel mondo in collaborazione con le realtà istituzionali, associazionistiche e imprenditoriali. Anche con la presenza di sedi in diversi Paesi, dal Mediterraneo, all’America Latina, dall’est Europa al nord America e all’Asia.  Per portare le nostre imprese,  a partire dalle piccole e medie, ad essere sempre più protagoniste».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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