Il Sant’Antonio all’avanguardia nella diagnostica prostatica

Arriva lunedì 13 marzo un'apparecchiatura ultrasonica che, in Europa, ha un solo uguale a Vienna. consente di indagare in modo non invasivo

Lunedì 13 marzo 2006 l’azienda ospedaliera sant’Antonio Abate di Gallarate attiverà la strumentazione ultrasonica, novità assoluta nella diagnostica della prostata, per la elastosonografia.

L’apparecchio, costruito in Giappone, è utilizzato per ora solo in pochissimi Centri urologici mondiali, in Europa solamente a Vienna nell’ospedale universitario.

«Siamo la prima azienda ospedaliera in Italia – interviene Giovanni Rania, direttore generale – a dotarci di questa apparecchiatura per effettuare l’indagine elastosonografica. Ampliamo così la gamma delle prestazioni del nostro Centro specializzato per la cura della prostata. Centro che dalla sua istituzione ha registrato una crescente domanda di intervento da parte di pazienti provenienti non solo dalla Lombardia grazie alla professionalità dei nostri urologi e all’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia. Alberto Roggia, direttore del reparto, ha introdotto tecniche diagnostiche e interventistiche innovative. Sono stati impegnati 165mila euro per l’acquisto di questa strumentazione ultrasonica, fondi propri dell’azienda, integrati da una donazione di un paziente al quale va tutta la nostra riconoscenza».

Roggia spiega l’utilizzo dell’apparecchiatura: «La valutazione elastosonografica della ghiandola prostatica, esame assolutamente indolore, non invasivo ed effettuato mediante ultrasuoni, viene eseguita contemporaneamente alla tradizionale ecografia transrettale. La elastosonogragia permette di evidenziare nella prostata aree nodulari sospette che potrebbero non essere riscontrate con la ecografia transrettale tradizionale».
Continua ancora Roggia «è noto come il 10-18 per cento dei tumori prostatici può non essere evidenziato dalla ecografia perché si tratta di aree isoecogene, e pertanto identiche al tessuto normale, mentre le stesse aree sono immediatamente segnalate dalla elastosonografia perché hanno una diversa elasticità. Questo esame consente di ottenere un elemento utile che, associato all’esame clinico, al PSA e alla tradizionale ecografia, permette di migliorare nettamente la diagnosi evidenziando tutte le aree sospette meritevoli di biopsia mirata. La biopsia stessa sarà più precisa se praticata contemporaneamente all’elastosonografia. – prosegue Roggia – Il prelievo verrebbe limitato ai casi fortemente sospetti. Migliorare la diagnosi significa di conseguenza, in caso di presenza di tumore prostatico, intervenire precocemente per una guarigione definitiva permanente in una altissima percentuale di casi».

Per fissare l’appuntamento di questa indagine diagnostica occorre presentarsi a uno degli sportelli del Centro Unico di prenotazione dell’azienda ospedaliera con la prescrizione del proprio medico di famiglia di “esame ecografico transrettale con elastosonografia prostatica”. La quota a carico dell’assistito corrisponde al ticket di esame ecografico transrettale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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