InterFidi, un meeting per studiare il futuro

La società varesina ha presentato i propri programmi. Sabato l'incontro con tutti i propri operatori

In vista del meeting annuale in calendario per sabato prossimo, la varesina InterFidi ha presentato stamane (martedì 21) nella propria sede i propri programmi futuri, .
In diciassette anni di attività InterFidi si è posizionata nell’intero bacino dell’Insubria, tanto da radicarsi ancora di più con l’apertura della filiale di Cantù e quella prevista di un ufficio a Lainate.

«La nostra società nacque per colmare un vuoto che nei primi anni ’90 si riscontrava in provincia» spiega il consigliere delegato Lino Giacobbe (a destra nella foto). «Allora mancava un forte soggetto privato che operasse nell’erogazione del credito agevolato, un comparto al quale erano interessati solo le associazioni di categoria. InterFidi ha portato un taglio più snello e moderno di lavoro e i risultati ci hanno premiati: la nostra azienda vanta un bassissimo livello di escussione, il 0,45%, contro il 2-5% delle banche grazie alla selezione rigorosa che effettuiamo. Ma di contro possiamo vantare il 100% di crescita negli ultimi due anni, senza che il "taglio medio" del fido abbia subito aumenti: ciò vuol dire che InterFidi ha aperto il doppio dei contratti e ora associa più di 5.000 aziende».

Le variazioni in corso sul mondo economico locale ed europeo rappresentano la nuova grande sfida per la società presieduta da Antonino Giacobbe.
Questo sarà il tema dell’incontro che si terrà sabato prossimo (25 marzo) a Carnago; il quarto meeting organizzato da InterFidi che vedrà coinvolti dipendenti e consulenti, insieme ai rappresentanti della Banca Popolare di Milano. La giornata è intitolata "Nuove alleanze per un’economia in trasformazione" e ospiterà la relazione di Marco Citterio (al centro), per anni presidente di Unioncamere Lombardia e di altri enti, ora coordinatore della consulta economica di InterFidi. «I dati che provengono dal mondo economico – ha detto Citterio – impongono una riflessione sia a livello locale che europeo. Nel primo caso andiamo incontro a un accrescimento elevato di imprenditoria straniera, in larga parte extracomunitaria: nel solo Varesotto sono ormai 4.116 le imprese di proprietà di cittadini provenienti dall’esterno dell’Unione Europea. Un fatto del quale società come la nostra deve tenere conto, come non può non dimenticare i cambiamenti in atto. Il manifatturiero sta calando, quello che rimane ha bisogno di altissima innovazione; per contro il terziario è in grande sviluppo. Inoltre è fondamentale gettare lo sguardo su quanto avviene in Europa in prospettiva futura, quando saranno pronte le grandi infrastrutture come il "Corridoio V", la "Rotterdam-Genova" e la "Berlino-Palermo". Ciò creerà nuove tipologie di lavoro, causerà flussi di persone: gli operatori economici ne devono tenere conto fin d’ora per non essere tagliati fuori».

Soddisfatto del momento attraversato dalla società anche il presidente Antonino Giacobbe (a sinistra): «I dati di crescita di InterFidi premiano il nostro lavoro. I nostri legami con le aziende, la nostra assistenza "domiciliare" non serve per risparmiare tempo ma per offrire le migliori condizioni possibili agli imprenditori. Il fatto che alcune associazioni di categoria le quali non hanno un proprio ente erogatore si siano rivolte a noi, conferma la bontà del nostro operato. Allo stesso modo possiamo vantare un grande duttilità e una fitta rete di partnership e collaborazione con i maggiori istituti di credito».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2006
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