L’asilo nido lo costruivano i clandestini

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro sequestrano il cantiere del nuovo asilo di Marnate: 4 denunce, un'espulsione, 29 violazioni penali alle norme di sicurezza del lavoro

Un nuovo cantiere dei record si aggiunge ad una lista già troppo lunga: ma questa volta si tratta di un’opera pubblica. Ad attirare la sgradita attenzione dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Varese è stato il nuovo asilo comunale di Marnate, in costruzione in via don Luigi Spotti.

Comandati dal maresciallo capo Andrea Cannella, i militari del Nuclo Ispettorato Lavoro sono intervenuti mercoledì 22 marzo per chiudere il cantiere e identificare chi vi lavorava. Insieme a loro i colleghi della stazione di Gorla Minore, a loro volta guidati dal maresciallo Vincenzo Anastasi, e personale della Direzione provinciale del Lavoro (da cui il Nucleo Ispettorato del Lavoro, reparto speciale agli ordini del proprio comando a Roma, funzionalmente dipende).

All’origine dell’intervento il fatto che, transitando per la zona, alcuni militari avevano notato operai di evidente origine extracomunitaria pericolosamente arrampicati sulle travature spioventi del tetto – l’opera è ben lontana dal completamento, inizialmente previsto per settembre – e senza alcuna misura di sicurezza. "Solo nel Luinese ci è capitato di vedere di peggio"
ammette il maresciallo Cannella, raccontando degli autentici numeri di
equilibrismo che i manovali compivano fra le travi del tetto, in mezzo
a materiali accatastati e abbandonati, e sempre in assenza delle più
elementari precauzioni antiinfortunistiche – le cadute costituiscono
l’infortunio più comune e letale in edilizia.

Per evitare di causare il consueto fuggi fuggi generale dei manovali in nero all’approssimarsi delle forze dell’ordine, si è deciso di intervenire in forze, circondando dapprima il cantiere per poi identificare chi vi si trovava. In tal modo sono emerse situazioni di lavoro nero relative a tre cittadini extracomunitari, di cui uno è risultato clandestino, ricevendo l’inevitabile decreto di espulsione benchè avesse tentato di dare false generalità ai miltari. In breve sono state verificate le violazioni alle normative sulla sicurezza del lavoro, riscontrandone non meno di 29, tutte a carattere penale; pertanto il pm di turno della Procura di Busto Arsizio, Giovanni Polizzi, ha concesso il sequestro preventivo dell’area del cantiere. 

A questo punto scattavano le denunce anche nei confronti dell’amministratore della ditta edile che stava realizzando l’opera e del coordinatore della sicurezza (per le violazioni in materia di sicurezza e per l’impiego di clandestini e lavoratori in nero) e per un lavoratore della ditta, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per l’azienda si propsettano multe fino ad un massimo di 45.000 euro.

La vicenda di Marnate mette in luce la serietà della situazione nei cantieri della provincia: solo nello scorso trimestre sono stati controllati 12 cantieri edili, di cui tre, incluso quello di Marnate, sono stati posti sotto sequestro. 25, in media, le violazioni penali per cantiere riscontrati, con 35 persone denunciate, un arresto, 36 lavoratori in nero scoperti, 190.000 euro di multe comminate e 80.000 euro di contributi evasi recuperati.

Il Nucleo varesino Ispettorato del lavoro dell’Arma dei Carabinieri tiene a precisare che, prima e più che alla repressione, i controlli mirano alla prevenzione degli illeciti, e questo lo stanno comprendendo anche anche i lavoratori, che in più di un’occasione avrebbero manifestato approvazione per l’operato dei militari.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2006
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