L’Unione si compatta a difesa delle precarie degli asili

"Un decimo asilo per Busto" chiede Valerio Mariani; l'Unione chiede di tagliare le consulenze professionali esterne per reperire i 500.000 euro necessari a salvare i posti delle educatrici

L’Unione non accetta l’idea che le diciassette educatrici precarie impegnate negli asili cittadini possano perdere il posto. E lo dichiara senza remore. "Con i tagli prospettati nel bilancio comunale, si rischia che il servizio negli asili veenga in parte esternalizzato a cooperative private, magari cambiando personale ogni anno" dichiara Valerio Mariani (Margherita). "Invece le educatrici precarie lavorano ormai da dieci anni per il Comune, hanno un patrimonio di professionalità. Pertanto abbiamo chiesto un incontro urgente al commissario prefettizio: gli chiederemo di trovare nel bilancio i 500.000 euro necessari a salvaguardare i posti di lavoro, e magari assumere a tempo indeterminato".

"Dietro a vicende come questa" rimarca Cosimo Cerardi dei Comunisti italiani "c’è l’idea strisciante della privatizzazione della scuola, della trasformazione della didattica in una serie di ‘pacchetti-merce’ da piazzare sul libero mercato. Un modello devastante e inaccettabile". Antonello Corrado (Rifondazione Comunista) osserva che "precarizzare non paga, questo i lavoratori lo stanno capendo sulla loro pelle. Peccato che in questo caso ci rimettano non solo le educatrici, ma anche gli utenti, ossia i bambini". Per Alberto Grandi (DS) "il commissario Guglielman chiaramente non ha colpe di questa situazione, si è trovato un Comune alla bancarotta da gestire". E anche il socialista Angelo Verga rilancia: "Si tagli sulle consulenze esterne invece che sulle paghe delle educatrici precarie degli asili".

L’Unione, come ricorda Mariani, ha nel suo programma l’idea di realizzare altri 3000 asili in tutta Italia: "Da qui discende la nostra idea di un decimo asilo per i bambini di Busto". Quanto agli effetti delle politiche del governo, infine, è netto il rifiuto di un modello dell’istruzione che, nelle parole degli esponenti del centrosinistra, "rompe l’omogeneità a livello nazionale, mentre è proprio su questo piano che deve essere coordinata la politica della pubblica istruzione".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2006
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