«La Dc sarà la sinistra della Casa delle libertà»

Presentati al Caffé Zamberletti i candidati della Democrazia cristiana

La balena bianca è tornata in superficie. La vecchia Dc, il monumento storico della politica italiana, ha presentato ieri al Caffé Zamberletti, i suoi candidati per le elezioni politiche. Presenze nuove, eredi di famiglie scudocrociate e qualche grande ex , come il senatore Carlo Senaldi. La Dc c’è e vuole contare, seppur in coabitazione con il Partito Socialista «quello buono» specificano i democristiani. A presentare la squadra l’assessore regionale Domenico Zambetti accanto a lui Donato Lozito ed Enrico Angelini, rispettivamente coordinatore provinciale e cittadino, Candido Manzoni, Innocenzo Giammetta, Boris La Delia e il bergamasco Flavio Martinelli, figlio dell’ex parlamentare Piergiorgio.

Il proporzionale ha ridato verve alle segreterie dei partiti, grossi e piccoli.  Zambetti rivendica l’autonomia del partito e soprattutto "la proprietà" del simbolo scudocruciato «su cui qualcuno ha imposto il proprio nome». Il riferimento è all’Udc e a Pierferdinando Casini. Uno strappo mai ricucito e uno dei punti cruciali per la ricostituzione del grande centro. 
Gli slogan della Dc sono due: "libertà di scegliere  e libertà di educazione". Il messagio agli elettori è chiaro: passato e valori non si cancellano, il dialogo è aperto, nessuno escluso. Un richiamo lanciato soprattutto per le vittime della diaspora post manipulite e mai rientrati nei ranghi.

Sulla corsa a Palazzo Estense e sulle scelte solitarie della Lega Nord, la Dc sceglie un opportunistico  «no comment». I giochi sul territorio sono rimandati dopo il 9 aprile. Etica, tradizione e senso dello Stato. Parole che risuonano in continuazione al primo piano del Caffé Zamberletti, ma che devono fare i conti con una Cdl che ha nel conflitto di interessi del suo leader uno dei suoi nodi ancora irrisolti.  Che ne è stata, dunque, della tradizionale sobrietà dei capi della vecchia Dc, da Fanfani a Moro, da La Pira a Zaccagnini, uomini capaci di scelte personali forti in nome della ragion di Stato (una Dc descritta magistralmente da Nerino Rossi nel libro "Il posto dei papaveri" Marsilio editore)?
Non si sottrae alla risposta un vecchio marpione della politica come Carlo Senaldi che coglie al volo la battuta e forse anche il vento che sta cambiando: «Noi puntiamo ad essere la sinistra della Casa delle libertà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2006
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