La moschea è un diritto costituzionale, non una carta politica

Il Coordinamento Pace e Solidarietà di Gallarate al fianco della comunità islamica

Riceviamo e pubblichiamo

Prosegue la protesta dei nostri concittadini stranieri di fede islamica per la reiterata negazione, da parte di questa Amministrazione Comunale, a sviluppare liberamente le loro attività associative e le pratiche di culto.

Il presidio di Sabato 11 marzo in piazza Risorgimento, organizzato dalla Comunità Islamica, al quale il Coordinamento Pace e Solidarietà di Gallarate ha presenziato portando il segno della propria partecipazione, è l’ennesimo atto volto a richiamare l’Amministrazione all’assunzione delle proprie responsabilità e ad informare i cittadini sui fatti.

Da anni, oramai, prima con la questione dell’edificio di via Peschiera ed ora con quello di via Varese (questa volta addirittura di proprietà della Comunità Islamica) questa Amministrazione si applica con grande impegno, meritevole di miglior causa, ad impedire con pretesti l’esercizio di fondamentali diritti: se il problema fosse di natura tecnica e non politica, infatti, sarebbe stato da tempo risolto con le stesse modalità con il quale vengono risolti identici problemi.

Invece, per puro calcolo politico, vista anche l’approssimarsi della data delle elezioni, si prosegue in questa dissennata, irresponsabile politica antidemocratica e illiberale.

In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, fomentare le paure della gente ed esasperare i conflitti tra cittadini immigrati e autoctoni, limitare le libertà fondamentali per un miserabile calcolo elettorale significa seminare odio, preparare la guerra, potenziare indirettamente il terrorismo. Non dobbiamo pensare che quello che succede a Gallarate non abbia qualche influenza anche a livello nazionale! Non per la prima volta la nostra città, purtroppo, si trova sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e sulle televisioni, e non certo per fatti edificanti.

Ci appelliamo ai cittadini di Gallarate, che non sono e non vogliono essere riconosciuti come intolleranti e razzisti, perché si facciano interpreti dei valori della nostra Costituzione richiamando l’Amministrazione ai propri doveri.

Poichè la nostra Costituzione afferma che:

-        la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (art.2)

-        tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza alcuna distinzione (art.3)

-        tutte le confessioni religiose sono egualmente libere (art.8)

-        tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata (art.19)

chiediamo che ai cittadini stranieri, a fronte dei doveri derivanti dal vivere civile, siano garantiti i diritti costituzionali consapevoli peraltro che una caduta, oggi, nel riconoscimento dei diritti ai più deboli si tramuterà inevitabilmente, domani, nella limitazione dei diritti di tutti.

Chiediamo anche ai partiti dell’Unione di esprimersi e di impegnarsi nel proprio programma elettorale per una risoluzione della questione, affinché, finalmente al di fuori delle segreterie, si pongano alla Città valori alti in cui credere, sui quali mobilitare coscienze ed energie, per proporsi come vera alternativa per amministrare questa città.

Coordinamento Pace & Solidarietà

Gallarate

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 marzo 2006
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