La scuola italiana dopo Lisbona: progressi e ritardi

Si svolge lunedì 27 marzo all'Itc Tosi un incontro tra docenti, ragazzi italiani ed europei per capire dove sta andando la scuola, con attenzione a quella italiana

Da marzo a dicembre 2006 il territorio nazionale e regionale diventa luogo di dibattito, di confronto e di sviluppo di iniziative che portano al centro dell’attenzione le tematiche dell’istruzione e della formazione in una dimensione europea.

Nel marzo del 2000 a Lisbona il Consiglio Europeo si è posto un obiettivo ambizioso: entro il 2010 fare dell’Europa “l’economia più competitiva e dinamica al mondo basata sulle conoscenze, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e più qualificati posti di lavoro e con una maggiore coesione sociale”. Riconoscendo il ruolo fondamentale dell’istruzione e della formazione per il conseguimento di questo traguardo, nel 2002 è stato adottato un piano di lavoro dettagliato che fissa i temi chiave da affrontare per realizzare tredici obiettivi specifici, tali da rendere entro il 2010 i sistemi di istruzione e di formazione dell’Unione Europea “un punto di riferimento di qualità a livello mondiale”. 

A questo riguardo, sono state individuate cinque aree prioritarie di intervento e definiti anche i relativi livelli di riferimento:
• diminuzione degli abbandoni precoci (percentuale non superiore al 10%);
• aumento dei laureati in matematica, scienze e tecnologia (aumento almeno del 15% e al contempo diminuzione dello squilibrio fra i sessi);
• aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori (almeno l’85% della popolazione ventiduenne);
• diminuzione della percentuale dei quindicenni con scarsa capacità di lettura (almeno del 20% rispetto al 2000);
• aumento della media europea di partecipazione a iniziative di formazione continua (almeno fino al 12% della popolazione adulta in età lavorativa, tra i 25 e i 64 anni).

La Commissione Europea dopo i primi quattro anni ha verificato il ritardo nel processo di avvicinamento agli obiettivi prefissati ed ha chiesto agli stati membri urgenti riforme dei sistemi  dell’istruzione e della formazione come presupposto per il raggiungimento degli obiettivi economici e sociali  e di istituire una ampia campagna di informazione e di coinvolgimento di tutti i settori della società sull’importanza di modernizzare l’istruzione e la formazione a partire dai tredici obiettivi.

E’ in questo contesto che si ascrive la campagna di informazione e sensibilizzazione “Chiavi in mano per l’Europa del 2010”, che vede protagonista il mondo della Scuola per l’avvio in Italia di un dibattito sugli obiettivi europei del 2010 a cui l’ITC Tosi ha aderito e cogliendo l’occasione che in questa settimana circa un centinaio di studenti stranieri che, provenienti da scuole di Francia, Belgio, Austria, Olanda e Danimarca, sono in scambio presso l’Istituto ha organizzato un seminario di confronto tra docenti e studenti per verificare quali sono i livelli che nelle diverse nazioni sono stati raggiunti, quali i motivi di successo o di insuccesso e soprattutto come le scuole si oganizzano per rispondere agli obiettivi per il 2010.

In particolare è un’occasione per prendere consapevolezza del ritardo che l’Italia ha non solo rispetto agli obiettivi 2010 ma anche rispetto alle media europea soprattutto in alcuni settori chiave quali la difficoltà a diminuire la percentuale dei quindicenni con scarsa capacità di lettura, che l’indagine PISa del 2003 colloca intorno al 25% e che dovrebbe diminuire per lo meno del 20% oppure nel settore dell’educazione degli adulti, che vede l’Italia collocata agli ultimi posti con solo il 5 % di adulti che ritornano in formazione e che rappresenta la metà della media europea ed è lontanissimo dalle percentuali di Svezia e Danimarca in cui più del 30% della popolazione adulta partecipa ad attività di formazione.

Il seminario all’ITC Tosi vuol essere un primo momento di confronto che si svilupperà nel corso dell’anno con un ampio confronto con tutte le realtà interessate al futuro della formazione e dell’istruzione in Italia e in Europa.

Solo così l’Unione Europea potrà davvero raggiungere la coesione sociale ed i livelli di competitività nella crescita e nell’occupazione che sono stati alla base dei principi ispiratori del vertice europeo di Lisbona nel 2000.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2006
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