La “tutela del risparmio” inaugura l’anno accademico

Nel suo intervento il preside della facoltà di economia ha trattato uno dei temi più caldi del dibattito economico e politico degli ultimi mesi

Con un intervento carico di spessore e attualità Valter Lazzari, preside della facoltà di economia della Liuc di Castellanza, è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo. Nel suo discorso ha scelto di addentrarsi in uno degli argomenti più caldi e scottanti del dibattito politico, economico e mediatico degli ultimi mesi, “La tutela del risparmio”. E ha deciso di farlo nel modo che lui stesso ha definito “accademico” «con rigore, precisione, indipendenza di giudizio per quanto possibile, su temi di interesse rilevante» come è effettivamente l’argomento scelto.

«I disastri finanziari dei primi anni di questo millennio – ha spiegato – hanno colto investitori ed intermediari in una fase di transizione. I primi abituati ad operare in un contesto a basso rischio di insolvenza e con intermediari caratterizzati da scarso orientamento al profitto, ne accettavano in modo acritico le indicazioni nella falsa convinzione che il contesto ambientale non fosse mutato. Gli intermediari, per contro, hanno operato in un contesto in cui la normativa non era stata rivista in modo adeguato per aggiornarla alla nuova situazione. Pur osservando la lettera della legge, essi hanno fatto poco o niente per assistere i risparmiatori a farsi carico delle proprie responsabilità, incappando così in una serie di reclami e ricorsi giudiziari, con conseguenza danno di reputazione».

Nella sua analisi Lazzari ha passato attentamente in rassegna le fasi più salienti dell’evoluzione della disciplina che tutela l’investimento ed in particolare la posizione dei risparmiatori «Tutelare il risparmio – ha aggiunto – significa predisporre adeguati presidi lungo un’intera catena di rapporti contro l’eventualità di frodi, di false rappresentazioni, di comportamenti opportunistici, di incompetenza professionale e, anche di decisioni che, pur assunte in buona fede, possono determinare risultati negativi non prevedibili a priori dall’investitore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2006
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