Le associazioni di impresa chiedono università aperte alla concorrenza

Diciotto associazioni di categoria chiedono al prossimo Governo di innovare il sistema accademico oggi incapace di sostenere la competizione internazionale

Riceviamo e pubblichiamo

Apertura alla concorrenza e alla competizione tra atenei, attrazione degli studenti stranieri, adozione di un rigoroso sistema di valutazione, finanziamenti pubblici legati ai risultati, un più forte legame con l’impresa nella formazione e nello sviluppo della ricerca, superamento del valore legale dei titoli di studio e sostituzione con un sistema europeo di accreditamento: sono queste alcune delle priorità che 18 associazioni imprenditoriali hanno sottoscritto in un Documento comune per spingere l’università italiana ai cambiamenti imposti dalla sfida della competizione internazionale.

Per la prima volta, 18 organizzazioni imprenditoriali (Abi, Agci, Ania, Casartigiani, Cia, Coldiretti, Claai, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop), che comprendono l’intero tessuto economico-produttivo italiano, la piccola, la media, la grande industria, i trasporti, l’artigianato, il commercio, il turismo, l’agricoltura, le banche, le assicurazioni, i servizi, le cooperative, i servizi pubblici locali hanno espresso una posizione comune sul futuro dell’università italiana, considerata come nevralgica leva dello sviluppo e motore della conoscenza.

L’università italiana – sostengono le associazioni nel documento – ha accumulato oggettivi ritardi nella competizione internazionale, ma costituisce un capitale che può essere meglio messo a profitto, se si riduce la burocrazia e crescono l’efficienza e la concorrenza.

Per questo, il Documento comune sottoscritto dalle 18 associazioni si articola in tre parti. La prima è dedicata all’ambiente esterno all’università, che deve diventare più aperto e competitivo e deve prevedere maggiore concorrenza per i finanziamenti. La seconda si sofferma sull’organizzazione dell’università, che deve essere modificata per poter competere più liberamente attraverso una riduzione del centralismo e una riforma della governance. La terza sottolinea infine la necessità di differenziare l’offerta formativa dopo il diploma (lauree di I livello, corsi di formazione professionale superiore, lauree magistrali, master e dottorati).

Tra le priorità individuate dalle organizzazioni imprenditoriali per migliorare la capacità competitiva:

 

          l’apertura alla concorrenza e alla autonomia responsabile;

          l’eliminazione dei vincoli normativi che impediscono alle università di  competere, a partire dal progressivo superamento del valore legale dei titoli di studio e sostituzione con un sistema europeo di accreditamento;

          l’apertura all’estero attraverso un maggior numero di studenti e docenti stranieri;

          l’adozione di un rigoroso sistema di valutazione e di un più forte legame con l’impresa nella  formazione e nello sviluppo della ricerca;

          il collegamento dei finanziamenti pubblici ai risultati della valutazione.

 

Le 18 Associazioni imprenditoriali chiedono provvedimenti concreti e tempestivi per mettere gli atenei italiani in condizione di competere con le migliori università del mondo.

 

In provincia di Varese, l’esperienza dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC rappresenta un esempio concreto di come sia possibile praticare la strada dell’innovazione del sistema universitario indicata nel Documento delle organizzazioni imprenditoriali italiane.

Fin dalla progettazione del proprio modello scientifico e didattico, la LIUC ha perseguito importanti obiettivi di qualità, considerati come condizione unica e irrinunciabile di attrattività dei potenziali studenti, i una logica di sana competizione tra Atenei.

Gli obiettivi di qualità sono stati perseguiti attraverso diverse forme, tra cui:

 

          l’insistenza sulla multi-disciplinarietà, in luogo della iper-specializzazione, per fornire agli studenti una visione adeguata della complessità dei fenomeni che caratterizza, sempre di più, l’era della globalizzazione;

          la forte proiezione internazionale, che colloca la LIUC tra le prime Università italiane per numero d studenti che trascorrono periodi di studio all’estero, grazie alle 86 convenzioni con Università straniere in 31 Paesi, nel mondo;

          lo stretto raccordo con il mondo delle imprese e delle professioni, che consente di effettuare, per tutti gli studenti che lo desiderano, almeno uno stage durante il periodo degli studi alternando così la formazione teorica con la sperimentazione empirica;

          l’offerta di occasioni formative aggiuntive ai corsi curriculari per aiutare gli studenti a maturare la propria personalità (programma “Skills & Behaviour”, attività sportive e culturali, associazionismo studentesco);

          l’orientamento alla ricerca applicata da parte di una struttura di ricerca che supporta imprese, professioni, pubblica amministrazione, enti locali anche in un’ottica di crescita dell’economia locale e di marketing del territorio;

          l’eccellenza della dotazione infrastrutturale, per favorire anche attraverso la logistica, la qualità degli studi;

          la predisposizione di una capiente residenza universitaria interna all’Ateneo, che consente l’accoglienza di studenti di provenienza lontana e ed di molti studenti stranieri che trascorrono periodi di studio presso la LIUC, consentendo i tal modo, in regime di reciprocità, l’invio di altrettanti studenti LIUC presso Università straniere;

          l’adozione di un sistema di valutazione interno per la misurazione dei risultati.

 

L’ottimo parametro relativo al tempo di attesa occupazionale – mediamente 46 giorni dalla laurea – è il miglior indice del successo di una formula che ha, per molti aspetti, anticipato le linee di riforma dell’Università italiana auspicate ora nel Documento delle 18 organizzazioni imprenditoriali.

L’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e l’Università Carlo Cattaneo – LIUC esprimono soddisfazione per la larga condivisione registrata circa i contenuti del Documento in questione, per molti aspetti anticipati, seppur con le difficoltà dovute all’attuale ordinamento universitario, dall’esperienza dei primi quindici anni della LIUC, che rispetto a quei contenuti è stata antesignana, auspicando che le linee di riforma indicate nello stesso Documento possano effettivamente tradursi in fatti concreti, per il miglioramento complessivo del sistema accademico del Paese.

 

 

Alberto Ribolla                                                                     
Presidente Unione degli Industriali   della Provincia di Varese                                                                                           

Paolo Lamberti

Presidente Università Carlo Cattaneo – LIUC

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2006
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