Mancini: “Non ci sono semafori trappola”

Secondo l'assessore alla Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile "le foto non sono per far cassa, ma servono per salvare vite umane. Sono incroci pericolosi"

L’assessore alla Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile, Luigi Mancini, ha spiegato la questione tanto dibattuta delle rilevazioni elettroniche ai semafori. I due incroci a lungo incriminati da Luigi Bollazzi di “Insieme per difendere Somma” sarebbero quello di Corso Europa con via Giusti e Corso Europa con via Alberto da Somma, sulla direttrice verso Golasecca. Risoluto, Mancini smentisce Bollazzi: «La normativa nei comuni prevede per l’arancione un tempo da 2 a 5 secondi e il comune sommese ha optato per il limite massimo previsto dalla legge, 5 secondi, che permettono all’automobilista un ampio margine di scelta: accelerare e passare con l’arancione o arrestare il veicolo, che, andando alla velocità di 50 km/h secondo il limite di velocità in città, ha ben 72 metri per frenare. La scelta di lasciare 5 secondi per l’arancione non è attuata da molti comuni, Varese stesso ha un tempo decisamente inferiore. La situazione di Somma quindi è diversa da quella di Varese, non si possono fare paragoni», commenta l’assessore. Il comune di Somma, inoltre, sanziona solo chi è passato col rosso come provato dalle fotografie, non chi è passato con l’arancione. Falsa, quindi, l’accusa di Bollazzi che il tempo di 0,2 decimi serve solo per incassare soldi e deve essere alzato a 1 secondo. Le nuove apparecchiature approvate dal Ministero peraltro sembrano prevedere lo scatto persino a 0,075 millesimi.

«Non è una truffa legale per estorcere soldi. Le rilevazioni elettroniche sono state installate nel 2003 dalla precedente amministrazione e la cittadinanza è stata avvisate per tempo. Le foto – ribadisce Mancini -, sono due, una fatta appena scatta il rosso e poi una successiva per vedere a che velocità andava la macchina. L’accusa di Bollazzi è faziosa e pericolosa». Il suo secondo richiesto sarebbe solo un ulteriore pericolo, perché la macchina passata con l’arancione avrebbe molto più tempo per arrivare al centro dell’incrocio e scontrarsi con un veicolo partito col verde. Secondo il codice della strada la discriminante di sicurezza si ha quando scatta il giallo e a quel punto l’automobilista decide. Ma, aumentando il tempo di scatto della fotografia, aumenta anche la probabilità e la possibilità di entrare nell’incrocio. «E’ un problema tecnico, non un far cassa. Le rivelazioni elettroniche, scelta dell’amministrazione Brovelli, hanno una logica con la viabilità attuale». Diverso sarà il discorso, secondo i progetti dell’assessore Mancino, quando ci sarà la circonvallazione: «E’ nelle nostre intenzioni eliminare i due semafori e creare due rotonde, ma questa soluzione è possibile solo a circonvallazione fatta». Ora, sostiene l’assessore, non è possibile per questione di spazio e di viabilità. Con la diminuzione del traffico dopo la costruzione della circonvallazione e con un traffico solo locale, senza camion e tir come accade oggi, le rotonde sarebbero fattibili. Nel frattempo su un incrocio che ha visto già due morti rimangono queste discusse fotografie che allertano il guidatore e sono un deterrente per cercare di salvare la vita. «E’ un sanzionare per prevenire. La vita umana non ha prezzo – afferma convinto Mancini – Insomma, se il cittadino rispetta le regole e i limiti di velocità, i semafori non sono trappole».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2006
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