Mario Agostinelli e l’ambiente che non c’è

Il capogruppo di Rifondazione Comunista in Regione denuncia l'assopimento delle coscienze in un momento "drammatico" per il Paese, ma anche errori ed orrori della politica ambientale

Un Mario Agostinelli (foto) riflessivo e preoccupato ha esposto ieri sera a
villa Tovaglieri il suo pensiero sulla politica italiana e locale e i
suoi riflessi sulla qualità della vita, nell’ambito di un incontro organizzato da Rifondazione Comunista e che voleva essere dedicato alla sostenibilità ambientale ma è inevitabilmente scivolato in temi più ampi.
Più che a lui, cui era
demandata l’analisi "alta" del momento attuale, il tema
ambientale cui era dedicata la serata è stato sviluppato dai due
candidati di Rifondazione Comunista a Camera e Senato, Cinzia Colombo e
Antonello Corrado. 
 

Davanti ad un pubblico numericamente modesto, data anche la
concomitanza di vari eventi ed incontri in vista delle elezioni, ma vivo e partecipante A
gostinelli ha parlato di
"campagna elettorale durissima, la più drammatica dal 1948, che
putroppo viene portata avanti in un non-luogo come la televisione, che
ne dà un’immagine ovattata. Si discute dei temi che decide il padrone della tv ; un po’ come se arrivassimo vestiti per una partita di calcio e Berlusconi ci
dicesse ‘no, adesso giochiamo a tennis’". Di fronte a questo scenario
per il capogruppo di Rifondazione in Regione è la stessa democrazia ad
essere in pericolo: "bisogna convincere la gente, che è
genricamente delusa dalla politica, a discutere, a parlare di sè e non
di quello che decide qualcun altro
. Altrimenti dai sogni di vittoria ci
si può svegliare molto male. Perchè sono molto più mobilitati loro a
difesa dei privilegi, che noi a difesa dei diritti". Sul fronte
ambientale, Agostinelli mette in croce con insolita durezza l’ultimo
decreto legislativo in materia – "non meno di 246 leggi abolite in un
colpo, via la Valutazione Ambientale Strategica, via le autorità di
bacino dei fiumi. Solo una banda di manigoldi poteva concepire qualcosa
di simile, per fortuna Ciampi l’ha rigettata" sibila irritato. Ma
l’ambente è un problema complessivo di qualità della vita – e con i
costi crescenti della sanità, denunciati a gran voce anche dal pubblico
presente, la malattia di un anziano può ridurre un povertà una
famiglia, osserva Agostinelli. Inutile dire che le malattie spesso si
legano alla cattiva qualità dell’aria, "di cui il governo con le sue politiche ha non poca
responsabilità: basti pensare che i fondi per il triplicamento della
linea FS-RFI Rho-Gallarate sono stati dirottati dalla Finanziaria sulla
Tav Torino-Lione…".

 

Il vero grande problema lombardo è per Agostinelli la
mancanza di spazio, ricoperto di asfalto e cemento, e l’assenza di una
politica di gestione del medesimo, con al conseguente congestione della
mobilità, accoppiata alla decadenza dei servizi pubblici (privatizzati)
di trasporto. "Oggi per vivere ogni famiglia deve avere due auto, o non
esce da casa nessuno" denuncia Agostinelli. "Siamo in un ginepraio
inestricabile
, e abbiamo di fronte un lavoro immane, ma come fare con
partiti che si interessano  – spesso anche noi, lo ammetto – quasi solo delle poltrone? Abbiamo veramente un sacco di cose da fare, e
purtroppo riusciamo a fare ancora troppo poco, me ne rendo conto io
stesso in Consiglio regionale".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 marzo 2006
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