Moschea, avanti a carte bollate

Richiesta la procedura d'urgenza per il capannone di via Varese: udienza il 5 aprile. Probabile la querela per l'aggressore dell'islamico colpito al capo

Dopo la baruffa di sabato pomeriggio, la situazione a Gallarate prosegue a colpi di carte bollate. La procedura d’urgenza ex articolo 700 del codice di procedura civile richiesta dal legale della comunità islamica, Bruna Tatiana Ruperto, in merito alla chiusura del capannone di proprietà dei musulmani in via Varese sarà notificato nelle prossime ore o al massimo nella mattinata di martedì 28 marzo. L’udienza è stata fissata per il prossimo 5 aprile davanti al giudice ordinario di Gallarate: la richiesta è stata giustificata dall’urgenza di portare a termine i lavori all’interno dello stabile sigillato per decisione dell’amministrazione gallaratese, in particolare gli impianti elettrici a rischio di corto circuito se non messi in sicurezza.

L’avvocato degli islamici sta anche predisponendo insieme ai delegati della comunità la risposta da dare al Prefetto di Varese Roberto Aragno rispetto alla proposta avanzata dal sindaco Nicola Mucci: a quanto pare i musulmani non rigetteranno in toto l’ipotesi dello stabile di via degli Aceri, ma le condizioni poste dal primo cittadino all’ingresso dei fedeli per la preghiera. Mucci ha infatti posto alcune prescrizioni, come la frequentazione massima di 99 persone in determinati orari (12-14 del venerdì) e la residenza obbligatoria dei fedeli a Gallarate. La Ruperto infine sta ultimando anche il ricorso da presentare al Tar in merito alla chiusura di via Varese.

E non finisce qui. Gli scontri in piazza Risorgimento di sabato scorso avranno probabilmente strascichi legali. L’uomo ferito alla testa da una bastonata, A. A., classe 1968, si è infatti rivolto all’avvocato che cura gli interessi della comunità islamica gallaratese: «Dopo essere stato portato in Pronto Soccorso ha atteso in corridoio un’ora e mezza – spiega la Ruperto -, non gli è stato fatta nemmeno una Tac, sebbene abbia preso un colpo in testa e sia rimasto stordito mezz’ora (la prognosi dopo i controlli in Ospedale è di 2 giorni, ndr). Inoltre il medico che l’ha medicato gli ha consigliato di stare a casa la prossima volta, che “queste cose non succedono a chi se ne sta in poltrona”. È scandaloso. Lo accompagnerò a fare gli esami del caso e verificheremo con l’autorità di Polizia, che ha identificato l’aggressore, se e quando sporgere querela scritta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2006
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