“Non voglio fare il guru”

Settecento persone in biblioteca per l’incontro con Fabio Volo

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Fabio Volo in biblioteca a Tradate 4 di 12

"Non voglio fare il guru, non sono portatore di una verità ma di un esperienza". Inizia così il dibattito con Fabio Volo, entrando in pieno in quelli che sono i temi del suo libro.
Una serata strepitosa, in termini di pubblico e partecipazione. Almeno in settecento, infatti, nella serata di lunedì 6 marzo, hanno invaso le sale della Biblioteca di Tradate in occasione della presentazione del suo nuovo libro "Un posto nel mondo”, edito da Mondatori.  Il noto “artista”, così come definito dalla sua carta di identità, non ha deluso il suo numeroso pubblico a cui ha regalato simpatia e spontaneità rispondendo alle domande dei fans e di Marco Giovannelli, direttore di Varesenews.

Il libro ha la grande forza di affrontare le cose semplici: un viaggio nel mondo dei giovani d’oggi ma anche una riflessione sulla vita. Porta con se un Fabio cresciuto rispetto ai suoi romanzi precendenti. L’autore racconta della sua città, della sua vita passata da panettiere che ha abbandonato per trovare se stesso e scendere da quel “tram” che non gli permetteva “di accelerare o di frenare e di decidere come e quando farlo”.  "E’ difficile scendere da quel tram, ma nel momento in cui ci si avvicina a se stessi, si incontrano persone che ti aiutano a farlo, a trovare la strada. Nel libro volevo raccontare la possibilità che ognuno di noi è portatore di qualcosa di diverso, ha una sua verità da scoprire".

L’autore non nasconde il suo amore per le citazioni nel libro come nella vita e ancora spiega come “Non c’è vento a favore finchè il marinaio non sa dove andare”, le persone che non sono se stesse sono come dei sonnambuli e non puoi svegliarli altrimenti si spaventano, puoi solo crearli intorno un territorio gentile che gli permetta di avvicinarsi a se stesse". I temi toccati e le riflessioni che Fabio porta sono molte ma non manca di controbatte alle domande del direttore Giovannelli e al pubblico con la sua ironia di sempre e la sua spontaneità. Continua a spiegare come la sua decisione di lasciare Brescia sia stata data dall’incontrare continuamente "Il guardiano di porta”, quello che ti butta addosso le ansie e le paure. Io l’lasciata per questo. Quando si parte non sai mai quello che raggiungi. Durante il cammino puoi cambiare il percorso ma bisogna sempre essere in movimento".

Giovannelli riporta il vulcanico Fabio in riga e ricordandogli il luogo affascinante in cui si trova, gli domanda quale sia il suo rapporto con i libri, iniziato grazie ad Agosti e cosa rappresentano per lui. "Non credo che un libro ti cambi la vita ma credo che sia portatore di un’esperienza. Come le persone che incontri, ognuna può darti qualcosa, farti scoprire parte di te. Credo che la lettura è l’inizio per poi trovare il resto". Il libro affronta il tema del viaggio, la scoperta della parte femminile nell’uomo e il trauma, imprevisto, che ti porta a cambiare. La serata ha visto l’intervento di un pubblico attento e curioso che non si è fatto mancare foto ed autografi. Fabio nella sua straordinaria semplicità può vantare una carriera a 360 gradi. Vede oltre la passione per lo scrivere, la conduzione di programmi  tv in prima serata e il conduttore radiofonico quella di attore. Durante la serata non sono di certo mancati i racconti dei suoi provini e soprattutto il rapporto con Alessandro D’Alatri, regista che lo ha voluto in due delle sue pellicole. Oggi si definisce sereno, non ha trovato l’altra metà di se stesso ma ha trovato la sua direzione. "Vado nel raccontare che la creatività non è di pochi ma diritto di tutti".

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realizzato dalla fotografa Isabel Lima
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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2006
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