«Nonostante le quote crescono le esportazioni cinesi nella Ue»

L’allarme è stato lanciato dal quotidiano parigino "Le Monde". Cresce anche la Turchia

“Nonostante le quote i vestiti cinesi continuano ad arrivare”. Così titolava ieri il quotidiano francese Le Monde.  Il giornale transalpino sosteneva che  anche con l’introduzione delle quote da parte della Ue su dieci categorie di vestiti (pullover, pantaloni, magliette, dolce vita ecc. ecc.) le esportazioni del gigante asiatico in Europa continuano a crescere, diventando il primo fornitore  della Ue.  Secondo uno studio  del Centro tessile di congiuntura e osservazione economica (CTCOE)  dell’Istituto di Moda Francese, che verrà pubblicato a breve,  l’altro grande vincitore del settore tessile è l’India che pur rappresentando un bel 5,8 %  è  ben lontana dal  32 % della Cina.

Il giornale francese sostiene che lo smantellamento delle quote  fatto il primo gennaio 2005 si è tradotto in un forte aumento di importazioni di vestiti da parte della Ue da paesi extracomunitari , facendo segnare nel 2005 un + 7 %, per un totale di  52 milliardi di euro, contro un + 5 % del 2004. Questa accelerazione è avvenuta nel secondo semestre dell’anno.
L’aumento delle importazioni cinesi è avvenuto a scapito di altri paesi come Hong Kong, Bangladesh, Marocco e Tunisia. Sorride invece  la Turchia che tiene bene il mercato e aumenta le
sue esportazioni verso la Ue del 4 per cento annuo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2006
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