Partorisce in casa, l’assistono i sanitari dell’SOS

Il bimbo sta bene ed è stato trasportato all’ospedale del Ponte. Una decina i parti assistiti dal 118 ogni anno: «Spesso problemi legati alla lingua o alla religione»

Una volta era la regola, oggi l’eccezione. Partorire in casa senza aver programmato l’assistenza di personale medico o paramedico rappresenta uno dei pochi casi che avvengono ogni anno in provincia di Varese. Ed è quanto successo questa mattina a una trentene di origine marocchina che ha dato la luce a un bellissimo bimbo. Il parto è stato assistito da un’equipaggio dell’SOS di Travedona. Il personale del soccorso sanitario è stato inviato sul posto in un’abitazione di Biandronno dal 118. Racconta Ilaria, una soccorritrice dipendente dell’SOS e che ha assistito la donna questa mattina: «Siamo arrivati sul posto dopo un paio di minuti e dopo il parto vero e proprio. E’ stato un momento molto bello: non avevo mai assistito ad un parto, tantomeno come soccorritrice». Ilaria, 26 anni e da 6 soccorritrice per il 118 racconta le fasi seguenti all’arrivo. «Abbiamo pulito il bimbo e “clampato” (operazione che avviene con due specie di mollette che chiudono il cordone ombelicale senza tagliarlo nda) il cordone ombelicale: è un’operazione che consente il trasporto in ospedale, come è avvenuto». Il bimbo e la madre sono così arrivati sani e salvi al polo materno-infantile Del Ponte di Varese.
I parti in casa, come si diceva, rappresentano un’eccezione e sempre più spesso riguardano proprio gli stranieri che per diverse ragioni, legate alla loro condizione di fronte alla legge o per motivi religiosi, non si sottopongono a visite mediche periodiche. «Nell’ultimo anno abbiamo assistito come 118 a una decina di parti in casa – spiega Claudio Mare, responsabile del 118 Varese – . Nel novanta per cento dei casi si tratta di extracomunitarie che giungono in Italia e poi non vengono seguite dal punto di vista medico, portando a termine gravidanze spesso senza controlli e visite, a cui di sovente si sottraggono per questioni di natura religiosa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2006
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