Preoccupazione e degrado si nascondono alla periferia di Luino

Tra i proprietari di capanni e capannoni c'è sconcerto per la serie di episodi incendiari. E qualcuno si chiede cosa succede di notte in questo fazzoletto di terra

Giuseppe Scordino fa strada dietro il suo capanno di legna in un orticello recintato: «Con questo piccolo pezzo di terra ci vivo – spiega l’anziano signore – ma qui c’è da aver paura». Siamo alle porte di Luino, vicino al corso del fiume Margorabbia, dove negli ultimi giorni diversi incendi hanno generato preoccupazione fra gli abitanti e quanti vi lavorano.
Dietro il suo piccolo fazzoletto di terra c’è un campo molto più spazioso con ammassi di rifiuti ingombranti come calcinacci e una lavatrice che fanno bella mostra di sè: «Qui una volta c’era un sentiero tra i campi che la gente percorreva per raggiungere il tram – spiega Giovanni Scordino – oggi ci vengono i tossicodipendenti a bucarsi e quella sedia sopra il tetto del capanno l’hanno usata i Carabinieri per appostarsi alcune notti».

A lato della proprietà di Scordino, infatti, c’è il deposito edile andato a fuoco il 13 marzo nel primo dei tre episodi accaduti in questi giorni. «Una siringa bruciata tra i rifiuti insieme ad una boccetta di metadone parlano da sole tra l’ammasso di lamiere e legna bruciata. «Onestamente ho paura – dice Scordino – spero che non si tratti di un piromane perchè a questo punto dovrei essere preoccupato anch’io visto che con questo integro la mia pensione minima». Ma nell’area, in un alternarsi di imprese e terreni agricoli, ci sono anche decine di capannoni industriali e la sensazione generale non è di allarme, ma neppure tale da far abbassare la guardia. Un piccolo imprenditore afferma: «Finora sono andati a fuoco solo piccoli capanni e ritengo difficile un attacco serio ai nostri capannoni in cemento, chi ha agito non ha la forza per arrivare a questo».

Le voci si rincorrono e c’è chi parla di droga nascosta come di vendette personali  tra le possibili cause di questa strana ma preoccupante serie di incendi ma una cosa è certa: la piana del Margorabbia, di notte, non è la stessa operosa, tranquilla, in alcuni tratti ancora bella, zona a ridosso di Luino e Germignaga.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 marzo 2006
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