Provincia e Liuc alleate contro il crimine

I due Enti hanno presentato un progetto che prevede di realizzare una banca dati sugli omicidi avvenuti sul territorio. Coordinerà Massimo Picozzi

Raccogliere dati, incrociare le informazioni provenienti da forze dell’ordine e tribunali, confrontare le casistiche del Varesotto e del Canton Ticino. Il tutto per capire e quindi prevenire le cause che portano agli omicidi e agli atti di violenza.
Questo in sintesi l’obiettivo del progetto biennale presentato questa mattina a Villa Recalcati, frutto dell’accordo tra la Provincia di Varese e l’università Cattaneo di Castellanza. Per presentare il progetto sono intervenuti il vicepresidente dell’ente locale, Giorgio De Wolf, il preside della facoltà di giurisprudenza della Liuc, Mario Zanchetti, e Massimo Picozzi (i tre nella foto, da sinistra) che insegna criminologia nello stesso ateneo.

«La collaborazione tra i nostri due enti è nata quando organizzammo un convegno sulle devianze giovanili – ha spiegato De Wolf – Ora è arrivato il momento per approfondirla, con un progetto innovativo che non interferirà con le forze dell’ordine ma che formerà una banca dati a disposizione di tutti coloro che ne avranno bisogno».

«Ci siamo dati un programma ben preciso per realizzare questo lavoro» ha proseguito Picozzi (nella foto a destra), noto al grande pubblico per le sue consulenze nei più noti casi di cronaca degli ultimi anni, e per essere autore di alcuni bestseller su questi argomenti. «Innanzitutto identificheremo le fonti di dati necessarie a cui attingere, poi svilupperemo due programmi. Il primo riguarderà i crimini violenti tra i giovani in collaborazione con la procura dei minorenni di Milano con la quale abbiamo già un rapporto solido; il secondo invece sarà più specifico sugli omicidi in provincia di Varese. Per effettuare questi studi potremo avvalerci di una consulenza importante come quella della Uacv, l’Unità di analisi dei crimini violenti della Polizia di Stato, l’unica banca dati nazionale esistente e completa sugli omicidi. Come ha già detto De Wolf però, tengo a sottolineare che non chiederemo a questi partner di fornirci solo dati acritici; vogliamo invece creare un vero e proprio gruppo di lavoro scientifico in modo da fornire indicazioni che permettano di prevenire i crimini».

Il progetto sulla nostra provincia sarà inoltre affiancato da un analogo lavoro sul Canton Ticino, come ha illustrato il professor Zanchetti: «Si tratta del primo caso in Italia in cui potranno essere confrontati i dati provenienti da due aree simili sotto molti aspetti, ma regolati da giurisdizioni piuttosto differenti». Zanchetti e Picozzi hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’attività svolta dalla facoltà di giurisprudenza della Liuc al cui master partecipano in qualità di studenti anche diversi responsabili di alcune squadre mobili. «La nostra facoltà ha avviato contatti con i massimi esperti internazionali. Una ricchezza che, anche grazie a questo accordo con la Provincia, verrà in futuro messa a disposizione dell’intero territorio. Stiamo pensando per esempio a un convegno di alto livello che coinvolga alcune figure di primo piano; di sicuro alcune di queste (responsabili dell’Fbi e di Scotland Yard ndr) terranno seminari al master di Castellanza».

«Il costo di questa collaborazione – ha sottolineato De Wolf – sarà di circa 80mila euro in un biennio, ma è evidente che la nostra speranza è quella che il nostro progetto si evolva fino a diventare un osservatorio permanente per monitorare l’intera provincia. Anche per rispondere a quelle esigenze di sicurezza alle quali è interessato il cittadino comune».

Infine da Picozzi è arrivato un monito che vale per tutti, addetti ai lavori, giornalisti e lettori. «Impariamo a leggere i dati che vengono divulgati quando si parla di omicidi e crimini. Spesso, troppo spesso, si parla di cifre senza che queste vengano approfondite e ciò genera timori e paure. Un esempio? Tra poco uscirà il rapporto sul 2005 e si dirà che gli omicidi sono aumentati di una certa percentuale, a occhio il 10-15%. Nel dire questo però non verrà ricordato che solo a Napoli ci sono stati un centinaio di uccisioni per la guerra di camorra: al di fuori di questa gli omicidi, quelli che più si avvicinano ai cittadini comuni, non sono certo aumentati. Attenzione quindi a valutare bene le informazioni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2006
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