Quando l’extracomunitario si butta nell’impresa trova un aiuto. E un tesoro

Sottoscritta una convenzione tra l'Associazione Artigiani della Provincia di Varese e l'Anolf, per favorire i neo-imprenditori stranieri

 Phone center-internet point: cinque ore di navigazione, la sesta è gratis. E poi  “non si fa credito a nessuno” scritto in inglese, francese e arabo. Non c’è dubbio che quello che sta seduto dietro lo sportello del negozietto (due vetrine e quattro sgabelli) in via Piave sia un imprenditore.
A Varese si chiamano:
Bouafia, Edgar, Abdelaziz, Mohamed & C. e sono solo una piccola rappresentanza degli extracomunitari sbarcati in Italia in cerca di un lavoro qualunque e che invece hanno deciso di fare il “grande salto” e mettersi in proprio.
Imprese piccole, non solo phone center, ma anche costruzioni e attività immobiliari, trasporti e meccanica che negli ultimi cinque anni, dicono i dati di Unioncamere, sono più che raddoppiate e solo nel 2005 sono cresciute del 15%. Un dato che non può più essere ignorato. Così l’Associazione Artigiani della Provincia di Varese ha deciso che fosse arrivato il momento di mettere a disposizione l’esperienza, e qualcosa in più, per questi neo imprenditori, spesso spaesati ma non certo sprovveduti.
Da una stretta di mano è nata una convenzione vera e propria, da una parte gli Artigiani, dall’altra l’Anolf di Varese; l’accordo è stato siglato oggi, martedì 7 marzo nella sede dell’Associazione, alla presenza di Giorgio Merletti, presidente degli Artigiani varesini, Thierry Dieng co-presidente dell’Anolf, Sergio Moia, segretario della Cisl e
Gian Mario Quaglia, della BCC, Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate.
Scopo dell’accordo: aiutare gli imprenditori extracomunitari a districarsi tra la burocrazia e gli obblighi amministrativi cui sono sottoposte le microimprese, ma non solo, anche diventare buoni imprenditori e acquisire capacità professionale.

«Abbiamo rilevato – ha detto Merletti – che gli ostacoli da superare per gli imprenditori stranieri riguardano la conoscenza della lingua italiana, la burocrazia, l’accesso al credito,  la formazione e il reperimento dell’abitazione.
Problemi che, anche se in misura minore, hanno avuto tutti gli “emigranti”, anche i nostri di quarant’anni fa, quando si spostavano, senza cambiare Paese, e dalla Sicilia venivano a Milano in cerca di lavoro. Ovvio, con gli stranieri i problemi sono amplificati, ci separano lingue e religioni diverse, ma noi possiamo fare molto per loro. E con questa convenzione non abbiamo solo pensato al business abbiamo pensato alla persona, perché noi crediamo prima di tutto nell’uomo».
E infatti la convenzione prevede, tra le altre cose, la presenza presso le sedi dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese di mediatori culturali dell’Anolf di madre lingua araba, albanese, francese che facciano da interpreti; organizzazione di corsi di lingua italiana, corsi di start-up di impresa e corsi tecnici; interventi volti a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; aiuto nel disbrigo delle pratiche quali permessi di soggiorno, carta di soggiorno e di cittadinanza, ricongiungimento familiare, rapporti con la Questura.
Poi c’è l’aspetto più legato alla nascita e allo sviluppo dell’impresa. L’Associazione Artigiani si è detta disposta a redigere business plan gratuiti da allegare a tutte le pratiche di finanziamento e a predisporre particolari linee di credito e conto correnti bancari a misura di imprenditori extracomunitari, dopo un confronto con il Servizio Credito dell’Associazione e con gli istituti bancari del Varesotto.
Da questo punto di vista un aiuto arriva già dalla Bcc: «Abbiamo creato un prodotto bancario denominato “Bonifico Friendly” – ha spiegato
Gian Mario Quaglia, della Bcc- con il quale sarà possibile per i neo imprenditori trasferire il denaro nei loro paesi d’origine. Ma sono in via di definizione altre convenzioni ad hoc».
Soddisfatto Thierry Dieng: «Speriamo che altre associazioni seguano l’esempio degli Artigiani. Quello dell’associazione varesina è davvero un esperimento che mi auguro possa fare scuola e ispirare la politica nazionale. Gli artigiani hanno saputo cogliere il potenziale incredibile che è rappresentato dagli extracomunitari che vogliono diventare imprenditori, persone giovani e colte. L’immigrazione non è più un fatto di passaggio è un evento strutturale».
«Non c’è dubbio – ha concluso Moia della Cisl – che questa convenzione operi là dove la competenza dovrebbe essere di enti pubblici. C’è che da augurarsi, quindi, che “il pubblico” aiuti le associazioni come quella degli Artigiani, che hanno dimostrato di saper tradurre in pratica il termine sussidiarietà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2006
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