Quanti alberi costa una pista ciclabile?

Il problema sollevato da un lettore: per far posto alla strada uno scempio di alberi

Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in redazione da parte del lettore Crespi che propone una riflessione su ciò che sta comportando la realizzazione della pista ciclabile intorno al lago di Varese. Il lettore documenta la sua lamentela con alcune foto che pubblichiamo contestualmente.

Sig. Direttore, sono un cittadino di Galliate Lombardo che si sente in dovere di segnalare uno scempio a dir poco delinquenziale.
Nel paese di Galliate L. a poche decine di metri dal lago, é in corso la realizzazione del tratto della pista ciclabile, che collegherà il tratto Azzate-Bodio.
Passeggiando per i boschi che costeggiano il lago mi sono trovato di fronte un paesaggio desolante, uno scempio o meglio una vergogna.
Alberi sradicati, flagellati, infangati, rami strappati a colpi di benna tramite escavatore, con una brutalità a dir poco mostruosa.
Ma l’impresa appaltatrice dei lavori, ha almeno la conoscenza delle piu’ elementari regole di taglio dei boschi?
Sono ben consapevole che qualche albero dovra’ pur essere abbattuto in boschi cedui, ma esistono delle regole ben definite dal corpo della Forestale, di come si abbatte un albero.
In allegato trovate alcune foto di questo scempio, dovreste vedere di persona cosa si puo’ osservare in poche centinaia di metri.

Pero’ mi chiedo, ma gli organi competenti dove sono? La Provincia di Varese (responsbile dei lavori) come puo’ permettere questa devastazione barbarica, le guardie forestali che vigilano i nostri boschi dove sono in questi giorni, i Rangers che passano piu’ volte al giorno, non intervengono, come mai?
Non so se riterrete opportuno pubblicare questa segnalazione, ma non potevo non segnalare una vergogna simile.

Grazie per la vostra comprensione.
Saluti

Antonio Crespi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2006
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