Reguzzoni e le minoranze: botta e risposta sui conti di Villa Recalcati

Non ci saranno esposti in Procura da parte della Provincia, ma le opposizioni tengono sott'occhio i parametri del "patto di stabilità"

Malgrado nessuno in quel consiglio provinciale sia direttamente coinvolto nella tenzone delle elezioni politiche, ha assunto toni decisamente preelettorali lo scontro tra maggioranza e opposizione a Villa Recalcati. O meglio: tra opposizione e Presidente della provincia, Marco Reguzzoni.
«La querelle ha avuto inizio nel consiglio provinciale dell’altra sera – spiega Gianpietro Ballardin, consigliere dell’Ulivo – quando, addentrandoci nell’esame del bilancio, abbiamo fatto obiezioni su alcune variazioni di bilancio che porterebbero a violare il patto stabilità. La risposta di Reguzzoni è stata violenta ma allo stesso tempo assolutamente fuori tema: ci ha accusato di di avere portato avanti un esposto alla Corte dei Conti per verificare la correttezza del bilancio e quando ho replicato chiedendo nello specifico conto su quali vantaggi siano previsti per l’ente pubblico nel finanziamento di una struttura privata come quella della funicolare, per tutta risposta Reguzzoni ha annunciato che mi avrebbe denunciato alla magistratura. Una denuncia francamente incomprensibile, dal mio punto di vista: poichè non facevo altro, da consigliere di minoranza, che chiedere conto di una voce di spesa pubblica a favore di una società privata»

«Prendo atto delle parole del consigliere Ballardin circa la funivia di Laveno – ha risposto a questo proposito Marco Reguzzoni, interpellato sull’argomento -  poiché riscontro in esse un implicito riconoscimento dell’errore compiuto e delle dichiarazioni effettuate in sede di consiglio provinciale. Non procederò così ad alcuna segnalazione della procura della repubblica, ritenendo che i magistrati varesini abbiano compititi più importanti che non seguire le beghe tra maggioranza e minoranza in Consiglio Provinciale»

In effetti di beghe sembrerebbe trattarsi, per le quali, per altro, la richiesta di scuse sembra essere reciproca: «L’altroieri ho chiesto che Reguzzoni presentase le sue scuse per l’intervento inopportuno e aggressivo che ha avuto – ha ribadito Paolo Rizzolo, Margherita – e lo ripeto oggi: in questo caso è andato decisamente oltre le righe».

Ma esiste un argomento importante, un nervo scoperto toccato l’altra sera in consiglio, che ha fatto scattare il presidente della provincia difronte alle richieste dell’opposizione? Forse sì, e sta nelle pieghe del patto di stabilità: strumento che fissa il tetto di spesa massima auspicabile per l’ente, che se superato crea alcuni pesanti effetti di "congelamento" per alcune importanti voci di spesa per l’anno successivo, come le assunzioni o il ricorso ai crediti.

«Noi sostanzialmente abbiamo espresso perplessità sulle sorti dell’andamento finanziario – ha spiegato Manolo Marzaro Ds – Un eccessivo indebitamento della Provincia in spese per l’investimento rischia di ingessare la parte corrente. Una critica non solo inascoltata, ma oggetto di reazioni scomposte». La variazione di bilancio proposta dalla giunta è di circa 20 miliardi, in mutui.
Una cifra significativa, che fa saltare già a marzo tutto patto di stabilità per il 2006.  Ma che significa anche investimenti sul territorio. Insomma, un argomento su cui si può e si deve ancora ragionare. Magari, dopo il 9 aprile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2006
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