Restaurata la volta di San Vittore: splende il progetto del Pogliaghi

Terminati i lavori di recupero della Basilica che hanno riportato la volta al progetto originale del 1926. In autunno sarà la volta di S. Antonio alla Motta

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I restauri della Basilica di San Vittore a Varese 4 di 9

Era il 1926 quando Ludovico Pogliaghi fu chiamato a rivisitare la volta della Basilica di San Vittore a Varese. La forte personalità del poliedrico artista progettò una decorazione che stilisticamente segnava un momento di rottura con il resto dell’apparato decorativo della Chiesa.

Stucchi e decorazioni a foglia d’oro dialogavano con un tono monocromatico color panna. Della struttura preesistente Pogliaghi conservò solo il grande affresco centrale raffigurante l’Estasi di San Vittore, opera della metà del 1800 di Zali.

Dopo quasi un anno di restauro l’intera volta della Basilica torna al suo antico splendore, grazie ad un accurato lavoro di pulitura. «Il maggior sforzo – spiega Fulvio Baratelli, coordinatore dei lavori– è stato quello di eliminare le tracce dell’intervento del 1985 che aveva coinvolto le decorazioni del Pogliaghi. Per uniformare l’aspetto estetico al resto delle decorazioni, alcune parti furono dipinte con colori acrilici, cambiando sostanzialmente la visione d’insieme. Un lungo lavoro, realizzato con nuovissime tecniche al laser, ha permesso di rimuovere lo sporco e il colore non originale».

Oltre 750 mq di superficie sono stati coinvolti dall’azione delle nuove macchine e, ad oggi, rimane l’intervento più vasto mai realizzato in Italia con questa tecnica, utilizzata in passato anche per il recupero del Palazzo Apostolico di Roma.

Per integrare le parti mancati della decorazioni è stata eseguita, inoltre, l’antica tecnica della doratura a foglia d’oro ottenendo un risultato identico all’originale.

Nei mesi scorsi tutta la cittadinanza si era mobilitata per la raccolta di fondi a sostegno del recupero e grazie al contributo di molti varesini è stato possibile ripulire anche i grandi angeli in gesso bianco che sostengono l’affresco centrale.

Durante i lavori è emersa anche l’esigenza della messa a norma dell’impianto elettrico e quello di illuminazione, che permettono di valorizzare non solo la volta restaurata ma i grandi affreschi delle cappelle laterali.

La lucidatura del grande mosaico dell’altare maggiore ha completato il restauro della parte interna della Basilica. Un intervento all’esterno ha coinvolto la sostituzione delle inferriate di fronte alla vetrata centrale con un vetro antisfondamento.

Grande la soddisfazione del Prevosto di Varese, Don Maffi, che ha preannunciato l’inizio di un nuovo importante ciclo di restauri che coinvolgeranno l’interno della Chiesa di San Antonio alla Motta grazie ad un sostanzioso contributo delle Banche Popolari Unite.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2006
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