Rosa: “Su Accam il Pirellone ha compiuto un sopruso”

L'ex sindaco fustiga la Regione, che ha recentemente rinnovato l'autorizzazione all'inceneritore a dispetto della mancanza di una convenzione con Busto. La sua lista pronta per la campagna

Accam resta più che mai oggetto del contendere per Luigi Rosa, specialmente dopo che lo scorso 27 febbraio la Regione Lombardia ha concesso alla società l’autorizzazione per continuare a far funzionare l’inceneritore. Il tutto è avvenuto in assenza di una convenzione con Busto, e questo all’ex sindaco e ai suoi seguaci brucia particolarmente. "Accam resta una spina nel fianco" ha sintetizzato Alessandro Marelli, ex assessore e fido scudiero di Rosa, durante la conferenza stampa tenuta questa mattina nella nuova sede del movimento con cui l’ex inquilino di Palazzo Gilardoni si presenterà al voto amministrativo."Il nome del movimento c’è ma ancora non ve lo diciamo" taglia corto Rosa, per non guastare la sorpresa.

Rosa e l’ex consigliere comunale Carlo Fontana (che ha ufficializzato le proprie dimissioni da Forza Italia per correre inseme all’ex sindaco) hanno parole severe nei confronti del Pirellone e della sua decisione di ignorare il parere della città, ma non sono troppo teneri neppure con Villa Recalcati. "La Regione ha compiuto un sopruso nei confronti del territorio" attacca Rosa. "Anche la Provincia, tuttavia, già nel 2004 si era opposta alla convenzione votata all’unanimità dal Consiglio comunale ed approvata anche dall’assemblea dei soci Accam" rimarca Fontana. "In Provincia ci sono persone che hanno ostacolato di fatto la risoluzione del problema. E a Milano, poi, cosa fanno? Dove sono i rappresnetanti del territorio in Regione? Perchè tocca ancora a noi bere questo calice amaro?"

Rosa ed i suoi chiedono al commissario Guglielman di far subito esaminare nel merito la delibera con cui la Regione ha dato l’ok per altri cinque anni ad Accam – un gesto che non può che suonare come uno schiaffo per chi si è battuto perchè l’inceneritore operasse secondo determinate regole o chiudesse. "Siamo venuti a saperlo dai giornali, non certo una prova di trasparenza da parte della Regione. L’amministrazione commissariale dovrà provvedere ad esaminare la legittimità del provvedimento entro il 28 aprile, limite ultimo per presentare un ricorso al Tar" sottolinea Rosa. "In fondo noi, quando ci siamo procurati questa nuova sede, abbiamo sottoscritto un contratto d’affitto. Accam invece lavora senza alcuna convenzione con Busto, e per noi ciò non è ammissibile". L’ex sindaco ha molti sassolini da togliersi dalle scarpe: "Mentre in altre parti d’Italia si bloccano le autostrade e ci si incatena sui binari, qui si è cercato invano, e pacificamente, di ricucire una situazione già incancrenita. Della convenzione del 2004 la dirigenza Accam e la Provincia, in coro, avevano detto che era illegittima. Poi, quando la Provincia si è decisa ad intervenire finanziariamente, di colpo quell’illegittimità non c’era più, a patto che Busto sospendesse l’azione legale contro Accam. E poi la copertura finanziaria da parte di Villa Recalcati dov’è? Quella della provincia in fondo è una delibera di intenti, che non ha il visto della ragioneria di Villa Recalcati. Nel frattempo mi è stato anche sottratto il mandato per trattare con Accam, e i ‘tre saggi’ (i consiglieri Cicero, Mariani, Girola, ndr) alla fine hanno deciso di tornare a votare la convenzione del 2004, come volevasi dimostrare. Vorrei far notare che se Accam avesse firmato quella convenzione subito, non ci sarebbe stata alcuna azione legale".

Per i Comitati, ormai in gran parte schierati con Rosa (con le eccezioni di Sergio Moriggi, vicino al centrosinistra, e di Roberto Tagliabue di AN), parla Adriano Landoni, da Borsano, che ricorda l’"allegra conduzione" attribuita da inquirenti e forze dell’ordine ad Accam durante le indagini relative all’operazione Grisù, con relativa preoccupazione dei borsanesi.
Chiude Mario Cislaghi, che si attiene a temi prettamente politici. "La nostra discesa in campo al fianco di Rosa è un atto di coerenza, dal momento che con lui per quattro anni abbiano collaborato bene: già nel 2002 avevamo iniziato un percorso di rispetto e ascolto reciproco, ben diverso da quanto avveniva sotto il sindaco Tosi (1993-2002, ndr). Ora però, chi ci ha sparato contro non può pretendere da un giorno all’altro di arruolarci" dice Cislaghi riferendosi ai tentativi delle parti di assicurarsi l’appoggio dei sostenitori di Rosa in vista del ballottaggio, vendendo forse la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. E se Rosa apprezza molto le richieste rivolte
sabato scorso  ai candidati sindaci da un gruppo di associazioni ("la partecipazione di tutti è fondamentale"), Cislaghi annuncia:"Dalla prossima settimana inizieremo la campagna elettorale con incontri e volantinaggi, partendo da Borsano. Torneremo da dove siamo venuti: nei quartieri, fra la gente".

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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