Scintille d’arte tra pittura e creativo mondo dei bambini

Giorgio Vicentini presenta il suo ultimo progetto che vede il coinvolgimento dei bambini delle scuole materne. Una mostra unica al Castello di Monteruzzo

Oltre trent’anni di attività, moltissime mostre personali e collettive in Italia e all’estero, una vita dedicata alla ricerca espressiva, una maturità riconosciuta a livello nazionale, eppure il tempo e la professionalità sembrano non scalfire l’entusiasmo e la volontà di mettersi in gioco di Giorgio Vicentini. Ne è una riprova l’ultimo impegnativo progetto “Rare Scintille” che inaugura sabato 18 marzo presso Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona.

Cinque installazioni coinvolgono cinque ambienti diversi, ispirati ai cinque sensi, partendo da una vera e propria “piazza”, luogo simbolico e spazio carico di memoria, dove i punti cardinali contrassegnati  dai colori bianco, nero, giallo e arancio permettono di orientarsi tra le ossessioni del segno e della scrittura dinamica dell’artista, che non ha voluto lavorare da solo ma cercare nuovi importanti stimoli da giovani collaboratori. Bambini delle scuole materne, tra i 4 e 6 anni, hanno accompagnato la realizzazione delle opere.

 
Giorgio Vicentini perché ha cercato il coinvolgimento dei bambini?
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Per me è stato fondamentale. Una importante occasione per mettermi in gioco per avere la conferma che il bambino è l’unica figura veramente in sintonia con l’artista. Loro sono stati bravissimi ed hanno capito subito l’essenza del lavoro, ne è derivata una mostra distillato tra l’esperienza di un pittore maturo e l’intuitività fresca dei bambini».

Come è stato organizzato il lavoro?
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Loro hanno collaborato con me nella realizzazione di alcune installazioni come la stanza del gusto dove la loro fantasia ha potuto esprimersi nella realizzazione dei tovaglie coloratissime e nella pittura di cibo finto nei piatti. Spaghetti, fragole, cioccolato, pesce: tutto realizzato completamente da loro con la mia presenza e con un dialogo tra loro e me. Hanno dipinto tovaglioli di una bellezza incredibile».

Cosa le hanno dato?
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Sicuramente tanta fatica ma una esperienza unica. È stata molto importante la collaborazione delle maestre».

Perché questo titolo “Rare scintille”?

«Le scintille sono  i bambini. Il pittore si affida all’intuizione ma la vera scintilla è la creatività senza filtri dei bambini. Sicuramente il colore è scintilla e basta poco per creare dal nulla qualcosa di incredibile. Ho scelto l’aggettivo “rare” perché sicuramente lavorare in questo modo per me è stata una occasione rara mai vissuta prima, la nostra collaborazione non è stata un laboratorio di pittura ma per me sono stati dei colleghi veri. È quello che ne è derivata è una mostra non personale ma collettiva».

Tra le installazioni presentate una piazza sottodimensionata al reale che presenta al centro, la figura mitologica della Maga Circe, che, come un monolite colmo di sapienza, segna il passaggio dall’alba al tramonto, da Oriente a Occidente. Dal punto focale centrale si irradia una eruzione di scintille colorate alle pareti, trasformando l’universo centrale in una volta stellare. Per l’artista questa prima installazione rappresenta il senso della “vista”  che raccoglie in sé gli altri quattro e riveste un posto di assoluta importanza. Da questo intervento prende inizio il percorso espositivo, che conduce il visitatore alla scoperta degli altri quattro sensi, attraverso diversi passaggi sonori, tavole imbandite, essenze profumate e libri d’artista ispirati anch’essi a udito,  gusto, olfatto e tatto.  Un’installazione composita che, attraverso una calibrata sequenza di nuovissime opere e colpi di scena, racconta la misteriosa parabola della luce.

L’esplosiva creatività dell’artista trova in questo progetto un confronto stimolante con i bambini delle scuole materne, che hanno inventato/lavorato con lui nelle settimane precedenti la mostra nella realizzazione delle stanze del gusto, del tatto e dell’olfatto, dimostrandosi validi ed efficaci collaboratori. In taluni casi sarà difficile distinguere la mano adulta dell’uomo-artista da quella innocente del bambino-creatore.

L’artista, già presente con alcune opere al MAP Museo Arte Plastica, si confronta ancora una volta con un palazzo storico “invadendo” tutti gli spazi: dalle sale espositive, alla biblioteca, allo spazio esterno al castello che da una parte domina il corso del fiume Olona e dall’altra le la catena innevata del Monte Rosa.

Ancora una volta Giorgio Vicentini «affida ai bagliori della pittura il senso permanente del pensiero creativo, il racconto inesplicabile del colore svelato nelle ombre e nelle luci del suo incantesimo, nel gesto volante che si accende sulle sponde inquiete della vita. Dopo anni di costruzioni verso l’altrove e di avventure nei densi umori della materia, dopo voli irripetibili oltre il perimetro dei sogni, una nuova favola avvince lo sguardo dell’artista alle prese con i propri fantasmi.  Si tratta di “Rare Scintille”, l’ultima metafora del dipingere sulla via coraggiosa del futuro, messaggio d’invenzione sul filo dell’immaginario in cui Vicentini raccoglie le tracce del suo tesoro ideale, la città della pittura attraverso il punto focale della piazza, spazio simbolico carico di memoria e di  tempo illimitato» come spiega Claudio Cerritelli in catalogo.

RARE SCINTILLE. Giorgio Vicentini

Castello dei Castiglioni di Monteruzzo, Castiglione Olona – Varese
Dal 18 marzo al 22 aprile 2006
Inaugurazione sabato 18 marzo ore 17.00
Orario: martedì, mercoledì e venerdì 14-18; giovedì 9-12; sabato 9-12/14-18
Info: 0331.858301
Catalogo con testi di Claudio Cerritelli e Giovanni M. Accame
Progetto grafico Sara Frattini
Fotografia Franco Canziani
www.giorgiovicentini.it

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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