Senza speranza, ma felici di essere candidati

Presentati nella sede di piazza Carducci i candidati di Forza Italia alle prossime politiche

Tutti insieme appassionatamente sotto la bandiera di Forza Italia nella sede di piazza Carducci. All’appuntamento manca solo Massimo Buscemi, trattenuto da un impegno. Antonio Tomassini "Il senatore anziano", come lui stesso si definisce, chiama a raccolta i suoi. La polemica degli azzurri "autoconvocati" sembra non toccarlo. Lui che sarà l’unico eletto di Fi sul territorio varesino, non sente il fiato sul collo della lunga panchina azzurra. Però ha preso in considerazione il turn-over: «In oltre dieci anni di politica mi sembra di aver fatto molto. Questa riconferma del partito mi lusinga e comunque, se mi avessero chiesto di farmi da parte, avrei accettato».

Il senatore "unico" sa che la nuova legge elettorale, che cala i candidati dall’alto, ha creato malcontento in tutti i partiti e Forza Italia non fa eccezione: «È una legge senz’altro migliorabile, ma che ha posto fine alla lotta sanguinosa all’interno dei partiti.  La domanda "chi ci rappresenta sul terittorio" è molto provinciale e forse bisognerebbe chiedere quanta rappresentanza del territorio c’era prima. E poi, chiunque entra in seminario vuole diventare papa».
Al suo fianco i candidati varesini Luca Marsico, Giorgio De Wolf, Maria Sole e Annalisa Renoldi annuiscono. Si sentono tutt’altro che panchinari. Servizio e abnegazione e il partito sopra ogni cosa. «Sono orgogliosa – dice la Renoldi– di essere stata scelta tra i cinquanta candidati della Lombardia, ho interpretato il mio ruolo come un premio per quanto ho fatto fino ad oggi». «Abbiamo lavorato per il partito e al servizio del partito – conferma Marsico – per la condivisione di un obiettivo. In politica non si fa carriera, ciascuno di noi ha una propria professione nella vita privata che svolge con successo e passione. Sono sicuro che la nostra sarà una grande vittoria». Secondo Maria Sole, invece, ci sono due livelli di motivazioni che spingono ad una candidatura: una primaria che ha a che fare con gli ideali, le idee e i programmi; una secondaria che invece ha a che fare con la rappresentanza del territorio. In questo caso ha prevalso la prima.

Tomassini insiste sul programma della Cdl, «chiaro e concreto» rispetto a quello dell’Unione «fumoso e pieno di parole».
De Wolf elenca una serie di opere realizzate in provincia di Varese. Però su Pedemontana e tangenziali, nodi cruciali per il futuro del territorio rimasti tuttora irrisolti, non va al di là di una timida speranza: «L’ultimo stanziamento fatto con la Finanziaria (60 milioni di euro ndr)  – dice il vicepresidente della Provincia – è il segno di una volontà precisa. Le cose si stanno sbloccando».
Forza Italia sembra dunque coesa sulla scelta elettorale, ma nel breve periodo ci sono due importanti decisioni da prendere: la scelta del candidato sindaco del capoluogo, su cui non si è ancora espressa, e il destino in provincia di Varese dell’alleanza con la Lega Nord. Il Carroccio nell’ultima conferenza stampa per la presentazione dei candidati alle politiche ha pestato duro sugli alleati azzurri, facendo intendere chiaramente che la corsa solitaria è più gradita rispetto alla vecchia alleanza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2006
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