Shakespeare a… Trecentosessantagradi

Nuova rassegna teatrale della Fondazione culturale

Trecentosessantagradi”: in scena ieri sera al Teatro Nuovo di Madonna in Campagna un’altra rassegna teatrale della Fondazione culturale. Un folto pubblico di studenti e non, per il più classico dei classici shakespeariani: l’Amleto della compagnia Gank, per la regia di Antonio Zavatteri e Alberto Giusta.

Così spiega il regista Zavatteri: “Sicuramente Amleto è il testo più conosciuto del teatro mondiale. Mi piace immaginare il dramma come una sorta di ‘sceneggiata danese’ e voglio provare a spingere me e gli attori verso una forma di racconto che faccia coesistere la grande poesia con un rozzo gioco scenico, molto diretto e scarno, in cui i contrasti evidenzino la comprensione narrativa ed emotiva degli eventi che caratterizzano il capolavoro shakesperiano.”

Teatro d’attore pulito e rigoroso giocato su uno spazio scenico nudo. Molto shakespeariano. Universo sul quale Amleto si staglia come protagonista del dramma della coscienza moderna. Il classico viene riproposto nella sua struttura narrativa e drammaturgica originaria, e l’utilizzo di allestimenti moderni fa da contraltare alla presenza, tradizionalissima, di molti attori di pregio.

Scrive Marina Grasso in una recensione sul Mattino di Padova: “Niente orpelli, solo teatro. Prosa di quella vera, incalzante…un teatro asciutto, intelligente…Una tenda che si apre e si chiude su personaggi e situazioni, poche suppellettili e tanta, tanta recitazione di buona scuola. Si ride, anche, in questo Amleto, ma soprattutto si resta meravigliati dal gioco intessuto da Zavatteri e da come i suoi attori lo rendano senza far ricorso alle mezzetinte.”

E venerdì 24 marzo, un altro capolavoro di Samuel Beckett, al Teatro del Popolo, per il Tatrino Giullare: Finale di Partita – allestimento da scacchiera per pedine e due giocatori. “Hamm è il re di questa partita a scacchi persa fin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile” (S. Beckett).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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