“Tanto potere per niente”

Un sereno confronto tra Graziano Maffioli (Udc) e Daniele Marantelli (Ds-Ulivo). Forte critica alla Lega per gli scarsi risultati malgrado i tanti ruoli ricoperti

Cinquanta persone hanno riempito la sala della biblioteca di Lomnago per assistere a un confronto elettorale tra il senatore Graziano Maffioli dell’Udc e Daniele Marantelli, presidente dei Ds. Il primo viene ricandidato dal suo partito e sarà certamente eletto nelle liste della Lombardia per il Senato. Il secondo sarà, per la prima volta, deputato per l’Ulivo.
Un dibattito pacato che ha permesso di sviluppare ragionamenti al di là della semplice propaganda elettorale. Incalzati dalle domande iniziali di Marco Giovannelli e successivamente del pubblico i due politici hanno affronatto molti temi con una particolare attenzione alle priorità del territorio e dell’amminiztrazione pubblica.
"Abbiamo bisogno di recuperare una politica con la P maiuscola", ha affermato con forza Maffioli con una vena di rimpianto per la Prima Repubblica. "Questa legge elettorale è buona, perché permette ai cittadini di scegliere meglio le forze politiche. Vanno reintrodotto le preferenze, ma il proporzionale con il premio di maggioranza va bene a tutti". Sul potere dei partiti Maffioli è stato chiaro al punto da portare il proprio esempio personale. "Io nelle passate elezioni sono stato paracadutato a Cantù perché quello era considerato un collegio sicuro. E di certo non hanno scelto i cittadini di presentarmi lì".
Daniele Marantelli ha invece criticato in maniera forte questo sistema anche lui partendo dalla propria esperienza personale. "Stasera invece di esser qui potrei essere a casa a giocare con mio figlio e verrei eletto lo stesso perché voi non potete decidere se votarmi o meno. Conta solo la posizione in cui sono nella lista e questo non è corretto. Io sono stato rieletto per la seconda volta sia in consiglio comunale a Varese che in quello regionale con il doppio dei voti della prima candidatura. Segno che i cittadini hanno premiato il mio lavoro ritendolo svolto non male. Adesso invece questo non è più possibile".
Molti i temi affrontati, ma quello dell’economia e della gestione dell’amministrazione pubblica è stato certamente centrale in più riprese.
"Di soldi non ce ne sono più, – ha affermato Maffioli, – non abbiamo raschiato solo il fondo del barile, ma anche il terreno intorno. Ora occorre fare scelte e le amministrazioni locali devono diventare più virtuose e decidere meglio come impegare le proprie risorse perché i trasferimenti dallo stato saranno sempre di meno. Del resto credo non sia giusto nemmeno ridurre gli enti perché i comuni rappresentano un presidio forte e importante sul territorio, soprattutto nelle nostre valli".
Marantelli ha battuto invece su due impegni forti che lui si prende con il territorio. "Dobbiamo lavorare seriamente per le infrastrutture a partire dall’assoluta necessità di realizzare la Pedemontana. E sarò tenace nel difendere le eccellenze economiche del territorio e quindi il settore di punta che è quello aeronautico. Questa provincia è importante per tutto il Paese e deve poter contare. Un altro tema su cui dovremo avere il coraggio delle scelte è quello che riguarda gli anziani. Occorre aprire più ospedali di comunità e fare una migliore formazione a chi deciderà di dedicarsi ai nostri genitori".
Sui pochi risultati della politica nazionale per Varese le posizioni dei due politici sono state vicinissime. "Mai come questi cinque anni la nostra provincia ha avuto tanti poteri a Roma, – ha sostenuto Maffioli, – eppure i risultati sono stati davvero pochi". Una critica aperta sopratutto alla Lega.
"Hanno fallito in tutte le amministrazioni, – ha sostenuto Marantelli, – e non hanno fatto niente di importante per il territorio".
Il confronto è stato apprezzato da tutti i cittadini che hanno partecipato restando in sala dall’inizio alla fine di un dibattito durato quasi tre ore.
La serata di Lomnago resterà tra le poche iniziative di una campagna elettorale condotta solo con le facce dei leader nazionali e per lo più in televisione. La forte partecipazione dei cittadini dimostra invece il bisogno di confronto serio e diretto con i politici. E un grande merito va al sindaco di Bodio che ha voluto permettere ai propri concittadini e a molti amministratori locali di paesi vicini di avere un ruolo attivo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2006
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