Teo, il camaleonte del cabaret

Apollonio gremito ed entusiasta giovedì sera per "Non ero in palinsesto show", lo spettacolo di Teocoli

Cabarettista, imitatore, cantante: una performance a 360 gradi quella che Teo Teocoli ha portato in scena ieri sera all’Apollonio di Varese, riscuotendo uno strepitoso successo di pubblico. Lo show ha messo in mostra le mille sfaccettature della bravura di Teo: dopo un esordio cabarettistico tutto dedicato ai ricordi d’infanzia e giovinezza, dalla ‘famigghia’ di Reggio Calabria alla scoperta della grande Milano, schizzi comici di vita vissuta raccontati con grande potenza d’immagine, l’artista si è mosso con disinvoltura tra i personaggi della sua galleria di imitazioni. Un Maurizio Costanzo impostato e analitico che ha sottoposto al terzo grado alcuni spettatori, il re del blues Ray Charles, senza dimenticare Adriano Celentano, l’amico di vecchia data cui ha recentemente fatto visita a Rockpolitik. Gran finale con le gag di Felice Caccamo, il giornalista sportivo napoletano – ormai un ‘classico’ del repertorio umano di Teo – che ha concluso alla grande la serata, dopo due ore e mezza di spettacolo passate in un soffio.
Partecipazione straordinaria quella di Armando Celso detto ‘Ossario’, la mitica spalla di Teo che lo ha accompagnato dai tempi di ‘Derby’ fino all’esordio su Antenna 3 Lombardia, condividendo per anni il palcoscenico.

Grande spazio è stato dedicato alla musica: accompagnato da un’ottima band rhytm&blues Teocoli ha saputo interpretare con stile i successi dei suoi ‘personaggi’, coinvolgendo nel canto un pubblico sempre più entusiasta sulle note di ‘Io non so parlar d’amore’ e di altri must della canzone italiana.

Oltre al divertimento, non manca un pizzico di polemica: come rivelato da Teo in un’intervista al sito Teatro.org, «Il titolo "Non ero in palinsesto" si riferisce alla mia prolungata assenza dal video, mentre Costanzo rappresenta l’invasione del video: il palinsesto è lui. Una volta, Maurizio si offese perché alla sua affermazione "In tv ci sono solo posti in piedi", replicai: "Non solo, c’è anche la coda fuori: se mollasse qualcosa, forse qualcun altro potrebbe anche entrare". Forse, non fui carino, ma è la verità: in tv c’è chi sa gestire il successo, curando i rapporti con le alte sfere, ingraziandosi la stampa, ci sono i professionisti del successo, calcolatori alla grandissima». Insomma, tutto il contrario di come ama definirsi Teo, professionista della risata «istintivo e avido di pane e divertimento».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2006
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