The Meatrix: un filmato web diventa un cortometraggio d’eccezione

Un piccolo cortometraggio animato, sviluppato con tecnologia flash. Una sorta di parodia con fini educativi, sviluppata da un gruppo di attivisti. Ed un successo che farebbe impallidire le produzioni hollywoodiane.

Stiamo parlando di “The Meatrix”, un filmato della durata di quattro minuti distribuito online alla fine del 2003, e da allora visto da più di 4,2 milioni di persone negli Usa, in Europa, Canada, Messico, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Corea e Giappone. Ed anche oggi, ormai ad anni dalla sua uscita, viene visto in rete da una media di 80mila o 100mila utenti al mese. Ma non finisce qui: il filmato ha partecipato a diversi festival di animazione, vincendo quello internazionale di Annecy e il premio “Film per pensare” del Media That Matters Film Festival. Le recensioni? Sempre ottime, e su riviste prestigiose come il Guardian, il Los Angeles Time e le rubriche della CNN.

Ma da dove scaturisce questo vero e proprio caso mediatico? Da un film certamente divertente (come i tanti che girano sul web) ma anche con qualcosa di concreto da dire. Il titolo “The Meatrix” gioca con l’assonanza tra la pellicola “The Matrix” e la parola “meat”, che in inglese significa carne. Così come il maestro Morpheus anche qui un grande saggio (il bovino in impermeabile nero “Moopheus”) si avvicina al maialino Neo, convinto di essere ospitato in una bella fattoria alla “Zio Tobia”. Ma dopo aver preso la ormai celebre “pillola blu”, il maialino scopre la realtà piuttosto inquietante degli allevamenti intensivi, dalla quale proviene il maggiore quantitativo della carne che noi mangiamo.

Così tra momenti ironici (ai quali non si risparmia un volo impeccabile) ce ne sono molti di denuncia. Si parla infatti delle condizioni degli animali, dell’inquinamento ambientale, dell’uso di antibiotici che rovinano le carni, delle difficili condizioni dei piccoli allevatori e del rischio di diffusione di nuove epidemie. Insomma, di argomenti anche tristemente d’attualità, tanto che non sono poche le scuole e le organizzazioni che richiedono di proiettarlo.

Certamente dietro a Meatrix si nascondono ragionamenti, soluzioni registiche e sforzi tecnici non indifferente. Non a caso è stato realizzato da un’agenzia di comunicazione professionale, ed anche in questo caso parliamo di un episodio decisamente singolare. Il compito, infatti, è stato affidato alla Free Range Graphics di Washington, un’agenzia specializzata nella comunicazione digitale (e non) di associazioni no profit e piccole agenzie. All’inizio del 2003 questo gruppo di esperti allestì il premio “Free Range Flash Activism Grant”, nel quale si impegnava a creare gratutitamente una comunicazione in Flash alle agenzie no profit candidate più meritevoli. Tra le tante fu selezionata Grace (Global Resource Action Centrer for the Environment), un’organizzazione impegnata nella lotta all’allevamento industriale, a favore di un’attività agricola sostenibile. Così il progetto venne affidato a Louis Fox, che si impegnò su questa pellicola decisamente particolare, un mix tra ironia ed inquietudine che non può lasciare indifferente. Questo nonostante l’opinione che ciascuno può avere su questo tema.

Oltre ad essere un ottimo prodotto (secondo lo Star Times sarebbe “Molto meglio dell’originale”, ammonendo i fratelli Wachowski) sicuramente il suo impatto sarà forte, ed ha portato molta attenzione al movimento, grazie anche alla natura virale del web. Oggi “The Meatrix” è stato tradotto e sottotitolato in almeno 26 lingue, e per il 2006 preparatevi, perchè si prepara un ritorno in grande stile. Si intitolerà “The Matrix II, Revolting”, e come qualunque produzione cinematografica che si rispetti qui trovate già il trailer.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2006
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