Tomasello e Vinco patteggiano e tornano in libertà

Un anno e quattro mesi per l'ex vicesindaco, una nno e sei mesi per l'imprenditore, che ha dovuto restitutire 200mila euro; pena sospesa per entrambi

Un anno e quattro mesi: a tanto ammonta la pena patteggiata dall’ex vicesindaco di Legnano
Carmelo Tomasello, mentre il coimputato Vinicio Vinco, imprenditore edile, ha spuntato una pena di un anno e sei mesi, sempre patteggiando. Le condanne sono state emesse dal Gup di Milano Andrea Pellegrino. Pena sospesa e scarcerazione da San Vittore per entrambi; Vinco ha dovuto restituire 200.000 euro, ritenuti proventi del reato.

La vicenda, una brutta storia di corruzione relativa fra l’altro al nuovo ed ambizioso piano regolatore di Legnano, destinato a ricostruire e rilanciare una città segnata dalla crisi dell’industria, vede coinvolti anche altri personaggi. Per loro il
pm Prete non ha ancora chiuso le indagini, ma sembra che anch’essi patteggeranno.

Tutto era nato dalle rivelazioni ai magistrati della moglie di Vinco. La donna ha raccontato ai giudici che il marito avrebbe versato, solo tra il 2001 e il
2003, 139 mila euro all’ex vicesindaco Tomasello; ciò mentre si adottava una variante al piano regolatore del Comune che avrebbe inserito vari terreni di proprietà di Vinco fra quelli soggetti a cambio di destinazione urbanistica, con intuibili – e illeciti – vantaggi per l’imprenditore. Tomasello si era difeso adducendo a sua "scusante" il fatto di aver accettato il denaro come finanziamento per una propria possibile candidatura in Parlamento (che fra l’altro lo avrebbe probabilmente messo al sicuro dietro lo schermo dell’immunità parlamentare, ndr).

Ma non basta: secondo l’accusa, Vinco avrebbe anche pagato a
Tomasello un viaggio alle Maldive, enel 2004 avrebbe versato  un’altra tangente ad un geometra della Provincia di Milano per far autorizzare uno svincolo sulla provinciale Inveruno-Legnano da cui accedere ad un’area lottizzata da una società che amministrava. Ancora Vinco, vero fulcro di una rete di relazioni illecite "oliate" con abbondante danaro, avrebbe infine, secondo l’accusa, versato tangenti ad un funzionario legnanese della
Asl locale, provvedendo persino a svolgergli lavori in casa gratis, per essere "avvisato" in tempo di ispezioni in vista nei
suoi cantieri. L’ultimo "avviso" è arrivato invece dalla magistratura contestualmente alle manette, il 16 novembre scorso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2006
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