Un bebè ma senza bonus: 41 stranieri accusati di truffa

Indagine della Digos negli uffici postali della provincia. Nel mirino le autocertificazioni relative al "bonus bebè". Un milione di euro la stima del danno subito dallo Stato

Quarantun extracomunitari sono accusati di truffa ai danni dello Stato e false dichiarazioni. Secondo le indagini condotte dalla Digos di Varese, i reati sono legati all’autocertificazione relativa ai cosiddetti "bonus bebè".
Sollecitati da voci ricorrenti e convinti dalla relativa facilità del sistema, gli agenti hanno iniziato a "spulciare" tra le dichiarazioni ricevute dagli uffici postali di Varese centro e di Malnate: su 260 autocertificazioni di neo padri ( o madri) presentate, ben 41 si sono rivelate irregolari.
In base alla legge Finanziaria relativa al 2005, infatti, veniva riconosciuto un bonus di 1000 euro ad ogni bambino nato entro l’anno, purchè fosse figlio di cittadini italiani o comunitari, fosse residente, esercitasse la patria potestà e non superasse il reddito complessivo di 50.000 euro. L’invito a presentare la domanda è arrivata in tutte le case dei nuovi nati, aventi diritto o meno, e ai genitori veniva richiesta la compilazione del modulo con successiva presentazione negli uffici postali. Una modalità semplice a cui seguiva, entro tre mesi, l’assegnazione dell’annunciato bonus.

Gli agenti stanno vagliando tutte le richieste degli oltre trecento uffici dislocati sul nostro territorio provinciale e si attendono di trovare altre denunce false per una truffa il cui valore, si stima, potrebbe aggirarsi sul milione di euro. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Luca Petrucci, proseguirà fino alla totale verifica delle domande presentate nel territorio. I bonus bebè e l’esclusione degli extracomunitari erano già stati tema di critiche e polemiche soprattutto perchè l’avviso è stato spedito indipendentemente dal fatto che uno ne avesse il diritto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2006
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