Un sit-in contro la violenza sulle donne

Una maggiornanza trasversale composta dalle consigliere provinciali sponsorizza la manifestazione in programma sabato a Gallarate dopo i due fatti di cronaca che hanno riguardato il Varesotto

Gallarate e Luino. Questi gli ultimi due nomi di località del Varesotto dove in un solo giorno, domenica, scorsa, si sono verificati altrettanti episodi di violenza sessuale.
Per questo motivo le rappresentanti di Villa Recalcati si sono riunite questa mattina per promuovere il sit-in che si terrà sabato 18 marzo, a partire dalle 15, in piazza Libertà a Gallarate.

Al tavolo erano sedute esponenti di tutti i partiti, una sorta di “maggiornaza rosa” completamente unite e compatte sul voler affronare i problemi legati a una tematica così delicata per la sfera femminile.

Tra le consiglieri provinciali erano presenti Laura Prati, Emilia Frigerio e Maria dolores Sessa, e Graziella Giacon come Assessore Provinciale delle strutture scolastiche.

Le donne sono, infatti, disposte a lottare e a far sentire la propria voce solidale nei confronti di tutte coloro che ogni giorno subiscono violenze che, la maggior parte delle volte, sono costrette a non poter denunciare.

Di fronte ai vergognosi accadimenti che si sono verificati nel territorio varesino, le consigliere provinciali cercheranno di esortare le istituzioni a provvedere a un maggior controllo, tramite le forze dell’ordine, soprattutto nell’area malpensa.

Le idee messe sul tavolo questa mattina sono state molte. Innanzi tutto bisogna tenere in considerazione che le violenze possono nascondersi ovunque, anche nei posti dove, in teoria dovrebbe reganare la sicurezza e la tranquillità. Si sta parlando delle scuole .

Da un’indagine risulta che il 12% della popolazione studentesca intervistata ha subito violenze di tipo sessuale. Per questo sarbbe necessario promuovere un ciclo di seminari all’interno degli istituti di istruzione per parlare dell’argomento e far comprendere che si può chiedere aiuto.

Un’altra statistica rivela che solo il 7% delle donne vittime di soprusi ha il coraggio di sporgere denuincia.

Altro punto da tenere in considerazione è che spesso, quando i mass media parlano di abusi, non contribuiscono alla salvaguardia della vittima, considerata in molti casi come manipolatrice del suo aggressore.

Varese si sta mobilitando, con gruppi e associazioni, per portare aiuto e assistenza alle donne che hanno subito violenza.

Sul nostro territorio i punti di riferimento sono il Centro Antiviolenza Varese dell’Associazione Eos, e le Donne Euoropee Federcasalinghe di Busto Arsizio, centro che mette a disposizione la consulenza di una psicolaga e di un avvocato. Inoltre, nel novembre scorso, il Procuratore della Repubblica ha assegnato un magistrato specializzato nell’ambito delle violenze che possa agire specificatamente nel territorio varesino.

Nella nostra città, tuttavia, manca una casa di accoglienza che possa ospitare le vittime in segreto, in modo tale da poter prendere il tempo necessario per reagire e rivolgersi alle autorità.

In Italia la tematica violenze è stata presa a cuore dla Ministero per le Pari Opportunità che ha avviato un progetto a livello sperimentale finanziato dall’Unione Europea.

Per prima cosa il ministro Stefania Prestigiacomo ha inaugurato un nummero gratutito, il 1522, a cui ogni donna può rivolgersi.

Inoltre 25 città italiane sono coinvolte nel programma dal titolo “Rete antiviolenza tra le città Urban Italia”. Purtroppo tra queste città Varese non compare, ma si spera che in un futuro l’iniziativa possa ampliarsi.
Al sit in di sabato le donne di tutta la provincia avranno l’occasione di dibattere, esporre le proprie lamentele e le proprie idee.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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